giovedì 30 gennaio 2014

BOOKS BITES #2

Ed eccomi qui con la seconda puntata di questa rubrica a cadenza casuale. In realtà non avevo in programma di postarlo già oggi, ma ieri sera ho finito La paura del saggio di Patrick Rothfuss e sono già in astinenza. Cercherò, prima o poi, di scrivervi una recensione però vi posso dire che è uno di quei libri che ti entrano dentro pian piano e quando lo finisci ti senti triste, perché sai che dovrai salutare per un po' i personaggi, che ormai sono diventati tuoi amici e quindi ti senti un po' più sola. 

Quindi ho deciso che se devo soffrire allora è giusto che soffrano tutti sarebbe molto carino condividere con voi qualcosa che è riuscito a toccarmi così tanto (suona meglio così, vero?) perciò ho scelto di iniziare presentandovi il prologo de The Name of the Wind (sempre di Patrick Rothfuss). E' il primo della serie e il suo prologo è praticamente uguale al prologo del secondo libro (La paura del saggio) (e, ad essere precisi è anche molto simile all'epilogo... ok, se continuo così incasino ancora di più le cose... insomma, per farla breve: prologo ed epilogo sono molto simili fra di loro e sono molto simili anche tra un libro e l'altro). Penso sia uno dei pezzi più poetici di tutto il libri (di tutti e due i libri) e la traduzione non rende (non sto giudicando male la traduzione: è ben fatta e tanto di cappello al traduttore, che per il secondo libro è Gabriele Giorgi e per il primo non ne ho idea, ma credo sia sempre lui, però la versione originale ha qualcosa di più, semplicemente) quindi vi riporterò la parte originale, mi dispiace (ma se l'inglese non vi piace, non vi preoccupate! In una delle prossime puntate pubblicherò l'epilogo del secondo libro, che non è granché diverso, e lo potrete leggere in italiano... quindi non disperate!). Ma direi che vi ho annoiato abbastanza, ora lascio parlare lui!

The Waystone Inn lay in silence, and it was a silence of three parts. 

The most obvious part was a hollow, echoing quiet, made by things that were lacking. If there had been a wind it would have sighed trough the trees, set the inn’s sign creaking on its hooks, and brushed the silence down the road like trailing autumn leaves. If there had been a crowd, even a handful of men inside the inn, they would have filled  the silence with coversation and laughter, the clatter and clamour one expects from a drinking house during the dark hours of the night. If there had been music…but no, of curse there was no music. In fact there were none of these things, and so the silence remained. 

Inside the Waystone a pair of men huddled at one corner of the bar. they drank with quiet determination, avoiding serious discussions of troubling news. In doing these they added a small, sullen silenceto the lager, hollow one. it made an alloy of sorts, a counterpoint. 

The third silence was not an easy thing to notice. If you listened for an hour, you might begin to feel it in the wooden floor underfoot and in the rough, splintering barrels behind the bar. It was in the weight of the black stone heart that held the heat of a long-dead fire. It was in the slow back and forth of a white linen cloth rubbing  along the grain of the bar. and it was in the hands of the man who stood there, polishing a strech of mahogany that already gleamed in the lamplight. 

The man had true-red hair, red as flame. his eyes was dark and distant, and he moved with the subtle certainty that comes from knowing many things. 

The Waystone was is, just as the third silence was his. This was appropriate, as it was the greatest silence of the three, wapping the other inside itself. It was deep and wide as autumn’s ending. It was heavy as a great river-smooth stone. It was the patient, cut-flower sound of  a man who is waiting to die.

Non trovate anche voi che sia sublime? ^_^
Ah, sappiatelo... non ho ancora finito di stressarvi con questa serie, siete tutti avvisati (e sì, è una minaccia!).

Buone letture!
S.

mercoledì 29 gennaio 2014

RECENSIONE: IDRAKULA

Buongiorno a tutti!!! Qua nevica (*_*) anche se scendono quei bei fiocchi grossi e bagnati che non attaccano (il che probabilmente è una fortuna... guidare con la neve fa schifo, ma da una parte mi dispiace un po'... che ci posso fare? A me la neve piace!) e probabilmente sarebbe il tempo adatto per presentarvi un'altra puntata di Winter Fairy Tales, soprattutto visto che la settimana scorsa non l'ho pubblicata. Il punto è che, però, non sono ancora riuscita a leggere il prequel di cui dovrei parlarvi (me ne vergogno profondamente) e quindi verrà rimandata ancora per un po' (anche se non di molto, eh!). Ma ora vengo al dunque!

TITOLO: iDrakula

AUTRICE: Bekka Black

PAGINE: 150

EDITORE: Sourcebooks Fire

SULL'AUTRICE: Dopo un'infanzia passata spesso senza elettricità e acqua corrente, Bekka fugge dalla bellezza selvaggia di Talkeetna, in Alaska, per le tubature funzionanti e l'elettricità 24 ore su 24, sette giorni su sette, di Berlino.
Si abitua alle comodità della vita e scopre internet al college, e da allora non l'ha più lasciato (se non per usare il suo iPhone). In qualche modo riesce anche a scrivere romanzi, incluso la premiata serie incentrata su Hanna Vogel, e ambientata, fra tutte le ambientazioni possibile, nella Berlino degli anni 30. La serie ha ricevuto molti premi. 
Ora vive alle Hawaii con suo marito, suo figlio, due gatti e troppi gechi per poterli contare. iDrakula è il suo primo romanzo telefonico.
Per saperne di più potete visitare il sito dell'autrice, molto carino e iPhonizzato.

TRAMA (velocemente tradotta da me): "La più classica delle storie di vampiri, quella che ha dato inizio a tutto, viene rinnovata grazie ad un gruppo di adolescenti inseparabili dai loro iPhone".
Al diciottenne Jonathan Harker viene diagnosticata una rara malattia del sangue dopo aver visitato un conte romeno. La sua ragazza Mina e uno studente di medicina, Van Helsing, si uniscono per investigare sull'origine della malattia. Ma i ragazzi scoprono una terribile verità: il conte è un vampiro. Gli eventi ci vengono svelati tramite emails , messaggini e pagine web: la naturale modernizzazione del Dracula originale di Bram Stoker, che era un romanzo scritto sotto forma di lettere e pagine di diario.

Ed ora tocca a me! L'idea dell'autrice è geniale, meriterebbe cinque little chtulhu solo per l'impegno e forse è proprio per questo che mi sono decisa a scrivere la recensione.

E se Dracula fosse ambientato nell'era degli iPhone e di internet? è esattamente questa l'idea che sta dietro al libro e, al posto della storia narrata in forma epistolare, attraverso lettere e pagine di diario, troviamo la storia svolgersi davanti ai nostri occhi in forma di messaggini, pagine web, mail e twitter. E questo mi è piaciuto davvero tanto. Le pagine sono anche belle da vedere e la lettura del libro porta via giusto un paio d'ore (forse anche meno). Vi metto l'immagine di una pagina, per farvi vedere cosa intendo, e ho cercato di metterverla della misura più grande possibile così che riusciate a leggere cosa c'è scritto. O almeno...spero che ci riusciate!


Mi sarebbe piaciuta metterla a destra o a sinistra e scriverci di fianco, ma blogger pensa che stia meglio così. Se non vi piace potete lamentarvi con lui (e dirgliene quattro, ma non siate troppo duri con lui, a quello ho già provveduto io). Ok, ok, ora torno a parlarvi del libro.
L'idea mi è piaciuta molto, dicevo, ma la realizzazione è stata molto, assai, parecchio insipida. Va riconosciuto all'autrice una grande capacità di sintesi: in 150 pagine, la maggior parte delle quali sono come l'immagine qua sopra, lei riesce a ri-raccontarci Dracula e per questo tanto di cappello.

Però la storia è annacquata, non coinvolge per niente ed è più la curiosità di vedere cosa è riuscita a fare l'autrice che non la storia in sé a convincerci a girar le pagine. Ammetto di aver letto Dracula parecchio tempo fa e di non averne quindi delle memorie freschissime, se non che lo stile di Stoker era parecchio pesante (senza offesa, Bram, ma eri davvero noioso!) e altre piccole cose. Alla pesantezza dello stile la Black rimedia, creando un libro il cui stile è l'immagine stessa della leggerezza, più leggero di così sarebbe stato un palloncino, non un libro. Però... e questo è un grosso però... stravolge completamente i personaggi:

Jonathan diventa un ragazzo dai facili costumi. Voglio dire, non che nell'opera di Stoker fosse il ritratto della fedeltà coniugale (ok, non era sposato, ma era fidanzato e avete capito cosa intendevo, vero?) ma qui è su tutto un altro livello: svolazza di fiore in fiore lasciandosi sospingere dal vento, leggiadro e felice come una farfalla. E qua mi fermo perché se no divento volgare.

Mina la boccalona ingenuotta che ama così tanto il suo Jonathan (poverina) ma che si dedica alle arte marziali. In un colpo solo le muore la sua migliore amica e scopre che la sua dolce metà l'ha dato via come il vento, ma ormai l'aveva già ripescato dal convento in Romania (se l'avesse saputo prima magari ce l'avrebbe lasciato e la storia si sarebbe risolta per il meglio... per Mina, almeno... Jonathan avrebbe fatto una brutta fine, ma non si può mica avere tutto dalla vita,no?).

Lucy la migliore amica di Mina, così tanto amica che sa perfettamente che Jonathan è per l'amore libero ed è generoso con tutte ma se ne guarda bene dall'avvisare l'amica e, per buona misura, si fa dare una ripassata o due (ma anche tre o quattro) dal baldanzoso giovinotto, tanto per provare con mano. Finisce preda di Dracula e alla fine muore (ma va?). Mina, la giovane boccalona ingenuotta e nostra eroina (e qui la categoria delle eroine dovrebbe dichiarare una settimana di lutto... o sbatterla fuori perché infanga il loro buon nome) scopre il tutto dopo la prima morte di Lucy (quella che la fa passare da persona, schifosa ma pur sempre persona, a demone della notte senza anima (aka Vampira)) e si offende un po' con Jonathan ma con Lucy no, le voleva proprio tanto bene (e non credete che con Jonathan si sia arrabbiata tantissimo... non vi dico la voglia che avevo di prendere Mina e scrollarla urlandole di darsi una svegliata... ma dico io!!! Almeno un po' di rabbia! passione! ira! E invece no... placida e mansueta come un agnello al macello... signore e signori, ecco a voi Santa Mina!).

E infine, il tocco di classe: Van Helsing, giovane studente di medicina che se la intende un po' con Lucy, anche se la tragica morte di lei mette uno stop alla relazione. Peccato lui sembrava così convinto! Comunque... fa lega con Mina per scoprire il mistero della morte di Lucy (e della scomparsa del suo cadavere) e la strana malattia del caro farfallone (Jonathan). Il personaggio più simpatico e umano di tutta la storia. E una cosa da Dracula (quello vero) me la ricordo: Van Helsing non era né simpatico né dotato di una natura così tenera che si taglia con un grissino.

Bene... non vi sembra che manchi qualcuno? Già.. che sbadata! Mancano Reinfield e il Conte


Reinfield lo nominano qualche volta, soprattutto Mina, che racconta a Jonathan delle sue visite in manicomio (penso sia una casa di cura, ma gli mettono la camicia di forza ed è perennemente in isolamento... quindi manicomio non ci sta male). Se non è Mina a parlarne a Jonathan allora è Van Helsing che ne parla a Mina, per raccontarle le stranezze del povero piccolo pazzerello... che blatera cose senza senso e supplica che gli portino un gattino, così che lui lo possa mangiare. Ah, altra nota importante, ha avuto una storia con Lucy prima di essere rinchiuso. Ultima cosa... ha molto più spazio nella narrazione lui che non il Conte.

E adesso tocca a lui! Il Signore delle Tenebre, L'Angelo Oscuro, Il Bello (?) e Dannato, il capostipite di tutte le storie di vampiri...


... Il Conte. Che viene nominato per sbaglio... un paio di volte da Jonathan mentre è in Romania, e poi soltanto nelle ultime mail di Mina in cui racconta come è morta (questa volta definitivamente) Lucy e come hanno distrutto il Conte, liberando così Jonathan dalla sua malattia e salvando le vite di tutti loro. In pratica Dracula, lui, il Signore Oscuro, il Vampiro per eccellenza, la Belva assetata di sangue ecc...ecc... fa da comparsa nella sua stessa storia. 

Voto: e mezzo.

L'autrice ha anche scritto iFrankenstein, che prima o poi leggerò (molto probabilmente) non tanto perché spero che sia migliore di questo ma perché se non si hanno aspettative alte è un modo carino per trascorrere un paio d'ore.

Lo conoscevate? O conoscete qualche libro simile? Vi ispira?
Buone letture!
S.

martedì 28 gennaio 2014

TOP TEN TUESDAY #8


Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish che io ho scoperto grazie al blog La tana di una booklover Ogni martedì verrà proposta una top ten diversa ma sempre a sfondo libresco. Buona lettura!

Buongiorno a tutti!!!! Oggi la top ten dovrebbe essere almeno almeno una top fifty per essere accettabile! E' un disastro! Oggi tocca ai dieci personaggi preferiti, ma dico? Dieci? Dieci? Almeno almeno dovrebbero essere 50! E ne rimarrebbero comunque fuori troppi! Quindi chiedo scusa a tutti i personaggi che sono rimasti esclusi (mi dispiace ragazzi, non le faccio io le regole... fosse per me vi includerei tutti, ma proprio non si può, no no no.).
Ora la smetto di lamentarmi e vi presento la top ten (ma sappiate che tanti valorosi ne sono rimasti fuori... sigh sob sob). Ah, al solito l'ordine è casuale!

1) Kvothe della serie Il nome del vento di Patrick Rothfuss. Novello Sherazade, ladro, avventuriero, musicista, simpatista, maestro della simulazione con un cuore grande e un amore per la conoscenza infinito. E' un personaggio complesso, composito e decisamente reale. Rothfuss è un maestro del suo genere e Kvothe è uno dei personaggi meglio riusciti di sempre. *_________________________*



2) Auri, sempre della stessa serie. E' un personaggio splendido. Tenerissima e misteriosa. Rothfuss crea una serie di personaggi indimenticabili, che caratterizza in maniera perfetta, e pur scrivendo dei libri che sono dei comodini (nel vero senso della parola, il secondo libro ha la bellezza di 1152 pagine e il terzo è ancora in fase di lavorazione... si suppone che debba avere lo spessore dell'enciclopedia Treccani, ma sono solo voci di corridoio :P) non se ne ha mai abbastanza dei suoi personaggi. 

3) Bryce Vandemberg della serie Black Friars di Virginia de Winter. Adoro questa saga, adoro lo stile della scrittrice, le sue atmosfere, il mondo che ha creato e i suoi personaggi, ma Bryce è Bryce. Irriverente, simpatico, sfrontato e candido come le rose che ama coltivare. Convinto di essere perennemente sul letto di morte e con una vanità incredibile, la lingua sciolta e un candore fanciullesco, che spesso maschera la persona che c'è sotto.

“Quanto a Eloise, avrebbe dovuto intuire che stavano cercando di incastrarla quando Bryce Vandemberg, col quale stava ballando, a un cero punto le aveva detto in tono innocente: -Temo di avere un problema con il nodo della cravatta. Mi sanguina il cuore, ma sono costretto a interrompere il nostro ballo.-
Ecco, Bryce Vandemberg e l’innocenza erano due concetti che non potevano assolutamente coesistere; inoltre a Bryce non sanguinava mai il cuore in quanto qualsivoglia fluido umano avrebbe potuto mettere a repentaglio l’integrità dei vestiti per cui spendeva un patrimonio.”

 «Donne», commentò, sinceramente incredulo e del tutto incurante di averne una davanti. «Campassi cent’anni non le capirei mai e, nel caso dovesse succedere, andrei immediatamente a farmi esorcizzare».
Questi due estratti dovrebbero aiutarvi a farvene un'idea, sempre che già non lo conosciate! :)



4) Raistlin della saga di Dragonlance di Margaret Weis e Tracy Hickman. In realtà è un personaggio abbastanza spiacevole, che sta con i buoni ma in realtà a lui non gliene frega niente, detto proprio così, terra terra. E' quello antipatico, menefreghista, insomma in un gruppo di futuri eroi, paladini della pace e del bene, spicca come la pecora nera del gruppo. Eppure, in fondo in fondo, se vi dotate di badile, troverete del buono anche in lui. Questa saga ha dato il via alla mia passione per il fantasy e lui è stato uno di quei personaggi che mi sono entrati nel cuore e ci sono rimasti, in barba a tutti gli anni e a tutti i libri che sono passati. 

5) Il Matto delle due trilogie di Robin Hobb incentrate sulla figura di FitzChevalier. Un personaggio complesso, dalle mille sfaccettature, come un diamante, e altrettanto puro. Un personaggio che è un capolavoro e che ti entra pian piano nel cuore, prendendola alla larga, per poi trovarsi un posticino da cui è impossibile scacciarlo. 

6) MORTE dei libri di Terry Pratchett. E' semplicemente fantastico, meraviglioso e mi fa morire (che, insomma, non suona proprio bene... anzi, diciamo che non è per niente rassicurante come cosa, ma fidatevi... se ancora non avete letto niente di Terry Pratchett correte a rimediare!!!!).



7) Sirius Black che sapete tutti da che serie è preso, quindi non perdo tempo a dirvelo io. Ci voleva un personaggio di Harry Potter, ma è stata una scelta incredibilmente difficile! Insomma... Harry mi piace, Hermione pure, Ron non ne parliamo. Fred e George li adoro. Silente ha un suo perché (ed è riduttivo). Piton è uno dei personaggi meglio costruiti di tutta la serie, complesso e ben delineato in una maniera che rasenta la perfezione. Hagrid mi fa tenerezza solo a pensarci  e Dobby... ma che ve lo dico a fare? Insomma... chi dovevo scegliere? Perché qualcuno in questo elenco dovevo assolutamente mettercelo, e alla fine ho pensato a lui: Sirius. Penso che sia il mio personaggio preferito (anche se di stretta misura) e non so il perché, sinceramente, probabilmente perché quando lessi il terzo libro per la prima volta mi presi una cotta mostruosa per lui (voi non avete letto niente!), ma non ne sono sicura, ma serviva qualcuno di rappresentanza per questa serie, impossibile non nominare nessuno dei suoi personaggi.

8) Gavriel di I segreti di Coldtown di Holly Black. E' un personaggio che ho conosciuto da poco e che molto probabilmente non incontrerò mai più (a meno che non rilegga il libro, ovviamente) ma è riuscito a colpirmi in maniera impressionante. E' folle, imprevedibile, fuori di testa e adorabile, semplicemente adorabile!

9) Secondo voi contano anche i personaggi dei manga? Se sì allora dico Sebastian, assolutamente Sebastian! Della serie Black Butler (o kuroshitsuji, come preferite) perché è "un diavolo di maggiordomo" e perché mi vengono gli occhi a cuoricino solo al pensare a lui!!!! *__* Prometto che vi parlerò di lui, prima o poi! Se invece i manga non contano allora... vediamo un po'... Aloysius Pendergast della serie a lui dedicata degli autori Douglas Preston e Lincoln Child. Un personaggio intrigante e misterioso, tutto particolare e con una sicurezza di sè davvero invidiabile (che però non passa mai il segno). E, novità delle novità, questo appartiene a una serie thriller invece che a una fantasy, ma non temete, non si ripeterà!



10) E qua si ritorna al fantasy... Nathaniel della serie dedicata ad Anita Blake di Laurell K. Hamilton. A parte il fatto che insomma... è un gran bel pezzo di ragazzo (un sacco incasinato, per essere cattivi, ma bisogna pur dirlo) però ha un nome fantastico (che gli fa guadagnare un sacco di punti) (a cui si aggiungono i punti per i capelli... cioè... *_* e per gli occhi *__*, ora la smetto, promesso!!!) però trovo che sia un personaggio costruito molto bene, a cui mi sono affezionata la prima volta che l'ho incontrato. Mi fa tenerezza e lo trovo ben costruito e ben sistemato nella storia.

Invece quali sono i vostri personaggi preferiti? :)

Buone letture!
S.

lunedì 27 gennaio 2014

IN MY WISH LIST #3

Questa rubrica non ha bisogno di molte spiegazioni, a cadenza casuale vi aggiornerò sulle nuove entrate della mia wish list del blog, che potete consultare qui.

Buongiorno e buon lunedì a tutti! Mi sono accorta che era da parecchio che non pubblicavo questa rubrica, e ora, com'era prevedibile, la lista di libri che sono proni ad entrare nella mia WL è cresciuta a dismisura... ma cosa ci posso fare? Girando sui blog scopro un sacco di libri *_* (una faccina, a volte, val più di mille parole) e ho provato a trattenermi, a convincermi che in realtà non li volevo leggere tutti, ma non sono stata molto convincente, mi sa! Però, siccome non voglio propinarvi un post interminabile, credo che spezzerò la lista di nuovi aggiunti in due post, ma vedrò come procede la stesura del post: magari sono fortunata e riesco a farli stare tutti in uno solo, o forse arrivata a metà deciderò di graziarvi... ma lo scoprirò solo cammin facendo. Ma ora la smetto di chiacchierare e lascio la parola a loro, i libri!

I primi tre li ho conosciuti grazie al blog Libri da Favola:

TITOLO: The Unquiet

AUTRICE: Jeannine Garsee

TRAMA (velocemente tradotta da me): La sedicenne Rinn Jacobs ha dei segreti: per prima cosa è bipolare e, per seconda, ha ucciso sua nonna.
Dopo un tentato suicidio e la separazione dei suoi genitori, Rinn e sua madre si trasferiscono dalla California al rurale Ohio, nei posti in cui sua madre è cresciuta. 
Riniziando a prendere le sue medicine ed augurandosi di stare meglio, Rinn si sistema nella sua nuova casa, senza dar peso al fatto che la precedente proprietaria si era impiccata proprio nella sua stanza. A scuola i suoi compagni credono che la piscina sia infestata da Annaliese, una ragazza che vi era annegata. Ma quando una seduta spiritica finisce fuori controllo, iniziano a succedere cose terribile ai nuovi amici di Rinn, anche se non a lei stessa. Così la ragazza decide di scoprire perché non può essere "toccata" da Annaliese, o addirittura se Annaliese esista o meno.
Con l'aiuto di Nate Brenne, il tipo carino per cui lei si sta prendendo una cotta, mette insieme un piano pericoloso per scoprire la verità. Ben presto realtà e fantasia si fondono assieme, fino a quando per Rinn non è quasi impossibile distinguerle. Quando una forza malefica minaccia le persone che le sono care, per non parlare della sua stessa vita, non può evitare di chiedersi: di chi dovrebbe avere realmente paura? 

Annaliese? Oppure di se stessa?

Ammetto di aver trovato la trama molto intrigante e mi sono lasciata affascinare. Non credo di aver mai letto un libro simile e non so cosa aspettarmi, ma mi sembra ispirevole!

TITOLO: Imaginary Girls

AUTRICE: Nova Ren Suma

TRAMA (velocemente tradotta da me): La sorella più vecchia di Chloe, Ruby, è la ragazza che tutti cercano e che tutti vogliono, ma che non può essere catturata o chiusa in gabbia. Quando una notte fuori con gli amici Ruby qualcosa va tremendamente storto e Chloe scopre il cadavare di un suo compagno di classe che galleggia nella cisterna, quest'ultima viene allontanata dalla città e da Ruby.
Ma Ruby farebbe qualsiasi cosa per poter riavere con sè la sorella, e quando Chloe finalmente ritorna in città, dopo due anni, le attendono delle sorprese...mortali. Mentre Chloe inizia a scoprire la verità che Ruby ha nascosto con tutte le sue forse, la linea sottile fra vita e morte viene tracciata nuovamente dal complesso legame di sorellanza.

A parte il nome dell'autrice che a me ricorda un sacco il nome di un medicinale (lo so, non è una cosa molta carina, però, davvero... non vi fa venire in mente il nome di un medicinale?) questo libro sembra essere dello stesso genere di quello che vi ho presentato prima... chi lo sa, magari scoprirò un altro genere che mi piace tantissimo, o forse si rivelerà un genere su cui mettere una grossa x sopra. Per scoprirlo non devo far altro che leggerli!!! (E perciò sono ancora più impaziente).

TITOLO: Under different stars

AUTRICE: Amy A. Bartol

TRAMA (velocemente tradotta da me): Tutto quello che ha sempre voluto è una casa, ma riuscirà  a trovarne una... sotto stelle diverse?

Kricket Hollowell non è una che sprechi desideri con le stelle, perché crede che molto raramente le siano favorevoli. Molto abile ad evitare gli assistenti sociali del sistema di affidamento minori di Chicago e in grado di badare a se stessa: ormai è diventata un'esperta nella sopravvivenza e nel non farsi notare. Con l'avvicinarsi del suo diciottesimo compleanno lei sogna il momento in cui potrà smettere di fuggire e trovare ciò che il suo cuore più desidera: una casa.

Trey Allairis odia la Terra e dubita fortemente che qualcuno dei suoi abitanti possa sopravvivere qui. Quello che ha imparato di Kricket e della sua esistenza lontana dalla sua vera casa non fa altro che confermare le sue teorie. Ma, quando lui e Kricket si ritrovano distesi assieme ad ammirare le stelle di Ethas, contarle tutte diventa quasi più facile che lasciarla andare. 

Kyon Ensin conosce sui doni di Kricket molto più di qualsiasi altro e pianifica di intrappolarla. E sa anche che lei è molto più preziosa di qualsiasi fuoco nel cielo notturno. E' disposto a smuovere i cieli e a riallinearli per poterla avere.

Quando tutto nel loro mondo potrebbe spezzarsi, Kricket si affiderà al suo amore per salvarsi sotto stelle diverse?


In realtà questo libro mi incuriosisce perché non riesco a farmene un'idea... la trama dice e non dice e non so proprio cosa aspettarmi, cosa che non fa altro che aumentare la mia curiosità, ovviamente! 

I prossimi due libri, invece, li ho scoperti grazie al blog Laumes' Journey:

TITOLO: Trix Solier. L'apprendista mago.

AUTORE: Sergej Luk'janenko

TRAMA: In un lontano passato cavalleresco, il duca Sator Gris, assetato di potere, mette in atto un colpo di stato che lascia orfano il giovane Trix, pur risparmiandogli la vita. Distrutto dal dolore e ultimo erede legittimo del ducato, Trix medita vendetta, ma sa di essere solo un ragazzino inerme e senza alleati. Le pagine delle antiche cronache che amava tanto leggere sono piene di gesti eroici, ma all’atto pratico essere un eroe non è così facile… Eppure, di fronte a una realtà che è molto diversa dalle leggende, ma non meno ricca di avventure, il suo coraggio crescerà tantissimo. Giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, Trix stringerà amicizie più preziose di qualsiasi esercito: Ian, che diventa suo scudiero, il piccolo Klaro, il cavaliere nano Sir Paclus, la dolce principessa Tiana, Annette, una fata che gli fa da angelo custode, e il mago Radion Sauerampfer, di cui diventa apprendista. Accrescendo sempre di più i suoi poteri, Trix riuscirà ad affrontare la più pericolosa delle battaglie, scoprendo che, più della vendetta, a incidere sul destino sono la speranza e la generosità.

Un fantasy denso di colpi di scena, da cui emerge la vena ironica di Luk’janenko, la sua capacità di creare personaggi ricchi di sfaccettature e di trattare il soprannaturale nel modo più originale e più ‘umano’ possibile.

Luk'janenko è un autore che mi piace. Non direi che la sua serie sui Guardiani della notte mi sia rimasta nel cuore, ma è originale e mi è comunque piaciuta, quindi mi piacerebbe continuare a leggere questo autore.

TITOLO: The Throne of the Crescent Moon

AUTORE: Saladin Ahmed

TRAMA: E no, questa volta la trama non ve la traduco, perché sono pigra! Però vi rimando all'articolo che Sophie ha scritto (qui). E' molto bello e poi c'è riportata non solo la trama ma anche alcuni pareri sul libro. Quello di Scott Lynch mi ha fatto morire dal ridere (e mi ha convinto a inserire di corsa questo libro in WL). Vi dico solo che si tratta di un fantasy epico(o epic fantasy, vedete un po' voi) con un'atmosfera da mille e una notte (anche se spero vivamente che si tratti solo dell'atmosfera, perché "le mille e una notte" proprio non lo reggo, mi spiace) che presto sarà tradotto anche in italiano. Non importa in che lingua, ma deve essere mio!!!!


Vi ho già presentato cinque libri e non sono neanche a metà della lista... mi sa che per oggi vi presenterò ancora due libri, che ho scoperto grazie al blog Dietro alla maschera della realtà si nasconde la fantasia, e poi concluderò il post (ma non temete ne farò presto un altro per presentarvi tutti quei poveri libricini che ne sono rimasti esclusi!!!):

TITOLO: Daughter of the Blood

AUTRICE: Anne Bishop

TRAMA(velocemente tradotta da me): Il Regno Oscuro si sta preparando per il compimento di un'antica profezia: l'arrivo di una nuova Regina, una Strega che può controllare molto più potere dello stesso Sommo Signore. Ma la nuova regina è giovane e può essere influenzata e corrotta, chiunque riesca a controllarla controllerà anche l'Oscurità. Ed ora tre nemici giurati iniziano uno spietato gioco fatto di politica, intrighi, magia e tradimento e la posta in gioco è il destino di un intero regno.

Questo è il primo di una serie e mi ispira tantissimo, anche perché sembra che le cose siano ribaltate: i personaggi principali sono i cattivi, sono quelli che stanno dalla parte del male. Non la trovate un'idea geniale? Intrigante? Fantastica? Spero che il libro si riveli all'altezza delle aspettative e spero di poterlo leggere presto (come tutti i libri presenti in WL, ma questo è un piccolo dettaglio!).

TITOLO: Le vite impossibili di Greta Wells

AUTORE: Andrew Sean Greer

TRADUTTRICE: Elena Dal Pra

TRAMA: 1985. Dopo la morte del suo amato fratello gemello Felix, e la fine della lunga relazione con il compagno Nathan, Greta Wells decide di iniziare un trattamento psichiatrico. 
Ma la cura ha effetti collaterali inattesi, e Greta si ritrova trasportata nelle vite che avrebbe potuto vivere se fosse nata in epoche diverse. Nel 1918, in cui Greta è un’adultera bohémienne; e nel 1941, dove Greta si scopre invece madre e moglie devota. Anche se lontane nel tempo e diverse tra loro, le tre vite di Greta Wells hanno innegabili affinità: sono tutte segnate da tensioni famigliari e scelte difficili, da perdite e doni del destino, e in ciascuna vita c’è un prezzo da pagare per riuscire a spuntarla. 
Così la Greta del 1985 scopre che le sue alias sono imprevedibili, uniche, come forse lo è anche lei. Perché questo viaggio nel tempo è un viaggio all’audace scoperta di se stessa. 
Mentre la cura volge al termine, e il tempo avrà svelato i suoi paradossi, Greta dovrà scegliere quale se stessa voler essere, quale tempo e vita abitare. Avvolto da un’atmosfera magica, Le vite impossibili di Greta Wells non è solo un romanzo che racconta un viaggio nel tempo, ma delinea il ritratto struggente e indimenticabile di una donna dalla complessità inesauribile, cui neppure il tempo può tracciare i confini.

Ammetto che la trama mi incuriosiva molto e, dopo aver letto la recensione APPyLE, non ho saputo resistere e così è finito anche lui in WL.

Bene, per ora vi grazio e concludo il post, che è già diventato lunghissimo, anche se ci sono tantissimi altri libri che vorrei presentarvi... uffa! Comunque, cosa ne pensate? Vi ispirano? O magari li avete già letti? E cosa c'è di nuovo nelle vostre WL?

Buone letture!
S.

domenica 26 gennaio 2014

SWAP DI INIZIO ANNO

Buona domenica a tutti quanti!!!! Oggi vi voglio raccontare (e mostrare) un'iniziativa davvero carina a cui ho partecipato:


L'iniziativa è stata organizzata da Sophie del blog Libri da favola e si è trattato, molto in breve, di uno scambio di libri tra i partecipanti. Ci sono state le iscrizioni e una volta chiuse Sophie, con un'organizzazione degna della lotteria d'Italia ha sorteggiato le coppie e poi ha avvisato tutti i partecipanti, comunicandogli il nome del loro "compagno di swap".

Così ho avuto l'occasione di conoscere, chiacchierare un po' e curiosare nelle librerie virtuali (lo so, quando si tratta di libri sono terribilmente curiosa!) di ben due persone: le mie due compagne di swap ( o gemelline di swap, non so quale sia il termine più giusto, ma insomma... avete capito di cosa sto parlando, no? ;) ).

E' stata un'iniziativa molto carina e a breve sul blog di Sophie ci sarà il post conclusivo (credo che ci saranno tutte le foto fatte dalle partecipanti e non vedo l'ora di poter curiosare! *_*) ma nel frattempo vi posto le foto che ho fatto io (e lo so, la qualità è pessima... ma io non sono granché come fotografa e il mio telefono, che lo sa, si ci impunta e mi tortura... ho una macchina fotografica, ma credetemi, non vorreste perdere altro tempo a leggere le mie disavventure con quella macchina infernale!) per poter condividere con voi i risultati di questa splendida iniziativa.

Questi sono stati i libri in partenza:

Ho anche una foto dei lavori in corso prima della spedizione (e, a questo proposito, spero proprio tanto che le mie compagne di swap non odino Winnie the Pooh):


Lo so, le foto fanno abbastanza schifo... ma abbiate pazienza... ora vi faccio anche vedere quello che ho ricevuto io ( *_* *_* *_* lo so, dovrei metterli nella rubrica In my mail box ma, nonostante ne abbia già postata una poco tempo fa vi assicuro che la prossima sarà ricchissima anche senza quelli che vi presenterò ora, che ci posso fare... ho fatto fruttare al meglio i regali di Natale...e continuo a ringraziare chi ha inventato i buoni regalo delle librerie, mai invenzione fu più felice!!!).








Ebbene sì: Fangirl di Rainbow Rowell e Mezzanotte di sangue, un'antologia di racconti scritti da Charlaine Harris e tanti altri autori (o meglio autrici!). Mezzanotte di sangue mi è arrivato a proposito, visto che il tema della challenge organizzata da Giusy del blog Divoratori di Libri per gennaio è: vampiri! Quindi cercherò di leggerlo quanto prima, in modo da poterlo conteggiare in quella sfida ( e poi sono davvero curiosa... della Harris ho letto tutta la serie di Sookie e non mi è dispiaciuta, quindi voglio proprio vedere cosa ci propone in questa antologia!).
E l'altro libro... beh... mentre lo spacchettavo (=mentre cercavo di aver ragione del pacco di amazon. Sono tremendi quei pacchi, per riuscire a tagliare il nastro adesivo servono delle super forbici!!!!) ero incuriosita perché non riuscivo a capire che libro potesse avere una copertina di un colore così particolare: le foto non gli rendono giustizia, non è un colore spento quello della copertina me un bel verde acqua. E quando poi ho capito che si trattava proprio di Fangirl ho iniziato a saltellare in giro (cosa che non mi ha per niente aiutata a finire di tirarlo fuori dalla scatola, ma tant'è... alla fine ce l'ho fatta!). Ora riposa sulla mia scrivania, anche se continuo a sentire la sua vocina soave che mi dice "leggimi, leeeggimi, leeeeeggiiiiiiiiiiiimi!". Ho deciso che lo inizierò a febbraio, in modo da non lasciarmi distrarre dalle altre letture che devo ancora finire, ma non so se resisterò tanto (la mia forza di volontà, ahimè, non è un granché).

Comunque... ringrazio ancora Sophie per la splendida idea che ha avuto e ringrazio le mie compagne/gemelle di swap perché è stato un vero piacere conoscerle. :) E grazie ancora per i libri!!! *___*

E voi? Avete partecipato ad iniziative simili? O vi piacerebbe parteciparvi?
Buone letture e buona domenica!
S.

sabato 25 gennaio 2014

RECENSIONE: LA BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI

Ed eccomi qua con una recensione (ed era quasi l'ora! Sto pubblicando tutto tranne recensioni!!!). Non è una recensione facile da scrivere e sicuramente questo libro meriterebbe di meglio, ma io ci provo lo stesso. Come avrete già immaginato il fortunato di oggi è:

TITOLO: La bambina che salvava i libri
AUTORE: Markus Zusak
TRADUTTORE: G. M. Giughese
PAGINE: 576
EDITORE: Sperling & Kupfer
PREZZO: 11, 50 euro

SULL'AUTORE: Markus Zusak, già pluripremiato autore di libri per ragazzi, con questo romanzo rivela un talento promettente nella narrativa per adulti. Nato nel 1975 a Sydney, dove tuttora vive, da madre tedesca e padre austriaco, per questo libro si è ispirato alle esperienze vissute dai genitori durante il nazismo.
Il suo sito è www.markuszusak.com

TRAMA: Germania, 1939. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare. Ed è solo l'inizio. 
Il giorno del funerale del fratellino, la piccola Liesel raccoglie per strada un libro seminascosto dalla neve, e la sua vita cambia per sempre. Perché, da quel momento, la bambina impara a leggere. Ben presto Liesel inizia a sottrarre i libri dai roghi nazisti, decisa a salvarne uno ogni volta che ne ha l'occasione. Ma sono tempi difficili e il mondo di Liesel non sarà mai più lo stesso.
Raccontata dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - un'indimenticabile storia sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. Uno strepitoso caso editoriale, tradotto in 35 Paesi, in vetta alle classifiche del New York Times da oltre cinque anni, con più di 6 milioni di copie vendute: un vero classico moderno.

Ed ora tocca a me! Questo libro è rimasto parecchio tempo ai bordi della mia attenzione: era riuscito in qualche modo ad attirarla abbastanza e quindi me l'ero procurato, ma non ero mai riuscita a decidermi a leggerlo, poi, finalmente, grazie alle recensioni che ho letto su altri blog in questo periodo mi sono decisa. 
E direi che ho scelto il periodo giusto per farlo: sia perché ero dell'umore giusto (è un bel libro, bello, splendido ma i temi trattati non sono esattamente allegri o leggeri) e sia perché si avvicina il Giorno della Memoria.

Sì, lo ammetto, stavo prendendo tempo mentre cercavo di trovare le parole giuste, ma ora la smetto. Il libro tratta temi delicati... Germania, 1939, direi che non è il caso che aggiunga altro. Altrettanto delicata è la prospettiva scelta dall'autore: i protagonisti, infatti, non sono ebrei ma tedeschi e così quelli che sono da sempre considerati i "cattivi" assumono un volto umano e umanamente soffrono e gioiscono e, soprattutto, sopravvivono.

Il punto di vista è quindi molto insolito, come insolita è anche la scelta della voce narrante: colei che ci narra le avventure di Liesel è la Morte, con una tenerezza incredibile. La Morte ci si presenta come onnisciente, tant'è che fa spesso degli spoiler (cosa che a me non è dispiaciuta, anche se ammetto di essere un caso particolare: a me gli spoiler piacciono) e già ci anticipa quello che succederà, ma si presenta anche come partecipe alle vicende umane: lo spreco di vite causato dalla guerra la rattrista (e la stanca... e, lasciatemi dire a questo proposito, che è anche una che si lamenta parecchio! :P) e i gesti di umanità (nel senso più buono del termine) la incuriosiscono e inteneriscono allo stesso tempo. Una visione della morte che è nuova, originale e che si adatta benissimo all'atmosfera del racconto.

La morte e la guerra sono sempre presenti, così come il dolore, la perdita, la povertà, le insicurezze, le paure, il terrore, le prepotenze eppure ci sono anche tanti buoni sentimenti: affetto, lealtà, coraggio, amore e le persone, seppure spaventate o divorate dal loro dolore, cercano di offrire aiuto e conforto. Ogni personaggio di questo libro è, a modo suo, indimenticabile: ti entra nel cuore e lì resta, scavandosi un posticino.

C'è Liesel, la ladra di libri, che si aggrappa alle parole, ai libri, e grazie ad esse riesce a stringere relazioni e a portare conforto (nel buio della notte, chiusi in uno scantinato per cercare di sfuggire ad un bombardamento, aggrapparti ad una voce amica che legge per te è forse l'unico conforto che può aiutarti a non impazzire). C'è Hans, infinitamente umano e compassionevole, paziente e buono, la figura paterna per eccellenza (che sacrifica il suo sonno per insegnare a leggere a una bambina terrorizzata dagli incubi); c'è poi Rosa, con un vocabolario che farebbe arrossire uno scaricatore di porto ma con un cuore enorme; e c'è anche Rudy, compagno inseparabile di marachelle, amico affidabile, che insegue i suoi sogni ad ogni costo; c'è Max, che sogna un incontro di pugilato con Hitler, e ce ne sono tanti altri, che tanto hanno da offrire durante la narrazione.

Dolore e speranza, morte e vita, gioia e dolore si intrecciano in questo romanzo, ci esortano a non dimenticare mai, e quello che non dobbiamo dimenticare non è soltanto l'orrore della storia ma il fatto che siamo umani, tutti quanti, siamo persone, sempre e comunque e che il dolore, l'amore, la morte e la speranza hanno lo stesso viso, sempre e dovunque. Ci ricorda che gli altri siamo noi. E' un libro difficile da leggere, difficile da digerire, eppure leggerlo è così facile, le pagine si girano da sole perché tutto è raccontato con "leggerezza", con tenerezza e compassione.

Mai un libro mi ha fatto venire in mente i versi di William Blake come questo, e perciò ho deciso di condividerli con voi:

La Crudeltà ha Cuore Umano
E Volto Umano la Gelosia 
Il Terrore, l’Umana Forma Divina 
E Veste Umana la Segretezza
La Veste Umana, è Ferro forgiato
La Forma Umana, un’incandescente Forgia
Il Volto Umano, una Fornace sigillata
Il Cuore Umano, la sua Gola famelica.

[Una Divina Immagine]

La Grazia ha cuore umano; 
Volto umano, Pietà; 
Umana forma divina, l’Amore, 
E veste umana, Pace.

[estratto di La Divina Immagine]


Voto:

Spero di essere riuscita a rendere almeno un po' di giustizia a questo libro.
E voi? L'avete letto? O vorreste leggerlo?

Buone letture!
S.

mercoledì 22 gennaio 2014

MINIRECENSIONI #2

Il titolo è sempre questo perché non sono ancora riuscita a trovare nulla che mi vada bene, perciò sopportate!

Oggi tocca ai libri che ho letto (almeno per ora) per le reading challenges From Reader to Reader organizzata dal blog Reading is Believing e Theme Reading Clannge organizzata da Giusy del blog Divoratori di Libri.


Partecipando a questa sfida ho avuto la possibilità di leggere un paio di libri che stazionavano da tempo nella mia lista di "future letture" (che fa anche rima, e che è una lista che esiste soltanto nella mia testa, almeno per ora) e ho scoperto anche autori nuovi, insomma, per ora è stata una piacevolissima esperienza. 

1) Divergent di Veronica Roth. Il libro l'avevo già adocchiato ma non mi ero mai decisa a prenderlo: insomma, mi pareva anche carino ma non mi ispirava. Invece sono stata contenta di averlo letto. La storia è interessante, originale e ben strutturata. Mi è piaciuto molto  il mondo inventato dall'autrice, la sua struttura in "caste" (non è forse il termine più adatto, ma rende abbastanza bene l'idea) ed era pieno di possibili spunti di riflessione, che non è certo cosa da poco. Il ritmo della narrazione, poi, è avvincente e mi ha tenuta incollata alle pagine, anche se il finale mi ha deluso parecchio... In parte proprio per come finisce (e non posso fare commenti se no sarebbe spoiler, ma insomma!!!!) ma soprattutto perché l'autrice fa precipitare gli eventi, nelle ultime pagine accadono tante di quelle cose da poter riempire quasi un altro volume. La spiegazione è sommaria e tutto accade troppo in fretta, troppo compresso. Peccato, perché il libro prometteva bene. Gli ho assegnato tre little chtulhu.

2) Il circo della notte di Erin Morgenstern. E' uno dei libri che facevano parte della mia lista "future letture" da un sacco di tempo. Su questo libro avevo delle aspettative altissime e, puntualmente, sono state deluse. La colpa è principalmente mia che mi aspettavo una narrazione delicata come quella de La meccanica del cuore. Mi aspettavo uno stile diverso, più delicato e più intrigante. L'idea di per sè è molto bella e il circo della notte è splendido: l'idea è geniale e le sue descrizioni sono incantevoli (nel senso che incantano proprio) ma non è stato abbastanza. Non lo so spiegare bene, ma questo libro aveva un potenziale immenso e invece... invece niente, non è così speciale come mi aspettavo. La storia di per sé è particolare e originale (anche se, spesso, mi ha fatto venire in mente il film Parnassus, ma più per associazioni mentali mie che non per effettive somiglianze) ma l'ho trovata anche crudele, e questo è un altro dei fattori a suo discapito. E' abbastanza difficile dargli un voto, ma penso che si meriti tre little chtulhu (stiracchiati!). (P.S. La copertina però è un'opera d'arte).


3) Fight Club di Chuck Palahniuk. Era da una vita che volevo leggerlo ma continuavo a rimandare, per un motivo o per l'altro e, finalmente, ci sono riuscita! Di questo mi sarebbe piaciuto scrivere una recensione, ma siccome ci ha già pensato il mio fido assistente Igor (qua il link, se ve la siete persa :) ). Comunque, ammetto di aver visto prima il film e, soltanto dopo, aver letto il libro (lo so, non si fa, ma pazienza), comunque penso che Fight Club sia uno di quei libri che sono nati per essere dei film. Lo stile stesso dell'autore è "cinematografico": presenta frasi breve, concise, le scene si susseguono velocemente, non ci sono abbellimenti, descrizioni "inutili", tutto è in funzione delle scene che ci presenta. L'ho adorato! Voto: quattro little chtulhu e mezzo!


4) Per una volta nella vita di Rainbow Rowell. Ammetto di averlo letto per pura curiosità: non è il mio genere e la trama di per sé non mi diceva niente, ma dopo aver letto alcune recensioni molto positive (e molto ben scritte, certe recensioni sono più interessanti dei libri stessi) mi sono decisa a dargli un'opportunità (anche perché l'autrice mi incuriosisce parecchio... in realtà stavo puntando a Fan Girl, ma di lui vi parlerò in un altro post, e questo mi è capitato fra le mani). Però mi ha stupito... stupito e conquistato! Forse più avanti scriverò una recensione vera, non lo so, ma intanto posso dirvi che questa donna è un genio. La storia di per sè sarebbe una delle tante, niente di troppo originale, niente di così strano, ma il modo in cui le scrive è... fenomenale: delicato, ironico, pungente e tenero. Ha reso indimenticabili i suoi personaggi (anche se per tutto il libro mi sono ostinata a chiamare Park "Parker" e non ho idea del perché), caratterizzandoli perfettamente. Erano davvero vivi, presenti, e ognuno talmente singolare da diventare indimenticabile, nel bene e nel male. E non sono solo i personaggi, ma anche il suo modo di raccontare gli eventi, il suo stile, personale e quasi "magico". Insomma, sono stata davvero felice di averlo letto! Voto: quattro chtulhu e mezzo.
Piccola postilla: non è che non mi piaccia la copertina italiana, è carinissima, ma quella originale secondo me era molto ma molto più adatta allo stile della Rowell e mi sfugge la traduzione del titolo, tanto per fare la pignola.


5) Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo. Anche di questo mi piacerebbe scrivere una recensione come si deve, ma per ora mi accontenterò di questa. E' stato un gradito regalo di Natale (*_*). Gradito soprattutto perché, nonostante le molte recensioni positive, mi lasciava un po' perplessa: una scrittrice nata a Gerusalemme, naturalizzata americana che racconta la Russia mi lasciava un po' perplessa (lo so, sono solo pregiudizi miei, ma tant'è...). E qualcosina che mi ha fatto storcere il naso c'è, se proprio voglio essere pignola (più che altro per le parole in "russo") e la storia in generale non mi convinceva, ero un po' curiosa ma spendere dei soldi mi scocciava. Perciò evviva i regali di Natale! Però è stata una piacevole sorpresa, anzi di più! Ho veramente fatto fatica a staccare gli occhi dalle pagine, tant'è che non volevo chiuderlo per andare a dormire... è stato difficilissimo chiudere quel libro! La storia è originale e avvincente ed è facile affezionarsi ai personaggi. L'unica cosa che mi resta da stabile è quanto riuscirò ad aspettare prima di mettere le mani sul secondo volume (lo so, lo so, potrei aspettare e sperare che lo traducano, cosa che sembra probabile visto che già si parla di una possibile trasposizione cinematografica di questo primo volume, ma non credo che riuscirò ad aspettare tanto!).
Voto: quattro little chtulhu e mezzo!


6) La bambina che salvava i libri di Markus Zusak. Di questo libro scriverò (spero presto) una recensione come si deve, perché se la merita. Parla di un tema delicato usando una prospettiva ancor più delicata: seconda Guerra Mondiale (con tutti i suoi strascichi e le sue brutture) nella Germania dell'epoca eppure riesce a farlo con tenerezza e profondità, facendosi aiutare dalla voce di un narratore di eccezione: la Morte. E' un libro che si dovrebbe leggere perché bisogna ricordare e perché fa riflettere, tanto. E' anche un libro che, in un modo tutto suo, fa bene al cuore. Spero di riuscire a dargli più spazio. Per ora mi limito ad assegnargli 5 little chtulhu.



Il bilancio di questa sfida è decisamente positivo perché ho potuto leggere dei libri che mi sono piaciuti così tanto *__* e questo è davvero tutto quello che si può chiedere ad una reading challenge! 

Ed ora passiamo ai libri letti per l'altra sfida!
Il tema di questo mese è vampiri. Subito ho pensato "Evviva!". In fondo i vampiri non mi dispiacciono (anzi, diciamo pure che, per quanto ormai siano diventati abbastanza triti, mi piacciono comunque) e di libri su di loro ne ho già letti a bizzeffe. Così sono rimasta un po' nel dubbio e sono andata a rispolverare qualche libro qua e là (sicuramente a febbraio, che non mi serviranno più mi troverò sommersa da libri di vampiri che chiedono a gran voce di essere letti, ma per ora mi sono dovuta arrangiare) e questi sono stati i risultati:

1) La seduzione del vampiro di Raven Hart. Primo libro della serie "I vampiri di Savannah". Autore nuovo, serie nuova, mi sono detta "perché no?" e poi l'inizio prometteva bene: i protagonisti principali sono due vampiri, sì, proprio vampiri maschi e la cosa sembrava promettere bene... niente eroine e niente pappardelle amorose (possono anche non dispiacermi, ma "è meglio cambiare, nè?" tanto per citare una famosa pubblicità). Però però però... che noia!!!! Finirlo è stato uno strazio. La storia non decollava (per quanto succedano un sacco di cose, non è una narrazione statica), i personaggi avevano un sacco di possibilità ma alla fine mi hanno lasciata indifferente, tutti, dal primo all'ultimo (e pensare che, invece, l'idea di per sé era anche buona!). Insomma l'ho finito per puro sforzo di volontà e non credo proprio che continuerò la serie. Gli do due little chtulhu, ma sono mooooolto stiracchiati.


2) Bleeding Love di Alyxandra Harvey. Anche questo è il primo di una serie, Drake Chronicles. Non è un capolavoro, anzi ce ne sarebbe di strada da fare, ma almeno non è completamente da buttare. Libro parecchio leggerino, da leggersi in una serata tranquilla e senza particolari aspirazioni. Personaggi simpatici, intrecci romantici prevedibili ma nella norma, azione il giusto. Poteva essere sviluppato un po' meglio, le possibilità ci sono tutte e c'è anche un pizzico (ma proprio un pizzico eh!) di originalità, magari le cose miglioreranno con gli altri volumi della serie. A questo ho deciso di dargli un'opportunità... non è memorabile ma almeno  non mi ha annoiata a morte! Voto: tre little chtulhu.

3) Blue Moon di Laurell K. Hamilton. Di questo non ho molto da dire: è l'ennesima rilettura e a forza di leggerlo non sono più in grado di dargli una valutazione. Cosa mi piace di questo romanzo è che viene dato un po' di spazio a due personaggi che mi piacciono abbastanza: Jamil e Damian (sarà che ho proprio un debole per Damian, ma non ci posso far nulla). Inoltre non saprei neanche descriverlo in maniera decente perché sembrerei bipolare: in alcuni punti sarei felice e contenta (perché certe scene del libro mi piacciono proprio) ma in altri sarei spietatamente sarcastica e criticona perché... beh, in certi casi non se ne può proprio fare a meno!


Bene, questo è tutto, gente! Voi avete letto questi libri? O ce n'è qualcuno che vi ispira?

Buone letture!
S.