RECENSIONE: APRILE E' IL PIU' CRUDELE DEI MESI

Buongiorno mondo! Come state? E come procedono le vostre letture? Io non mi posso lamentare, sembra che la reading slump sia definitivamente una cosa del passato e sto ritornando, pian piano, ai miei ritmi... evviva!
Finalmente riesco a tornare con una recensione, è passata un'eternità da quando ne ho pubblicata una e mi sento un po' in colpa, ma spero di riuscire a recuperare! Quindi la smetto di blaterare e passo subito a parlarvi del protagonista di oggi:

TITOLO: Aprile è il più crudele dei mesi

AUTORE: Derek Raymond

SERIE: Factory Series #2

TRAMA: Londra. Ai confini della città si aprono abissi di violenza e depravazione in cui si svolgono i crimini più oscuri.
È di questi che deve occuparsi il sergente della sezione Delitti Irrisolti, della stazione di polizia di Chelsea: un idealista solitario e insofferente a qualsiasi gerarchia, duro ma ancora capace di rispettare una vita che lo ha trattato crudelmente.
In un capannone abbandonato viene scoperto un cadavere fatto a pezzi, bollito e sistemato con cura in cinque sacchetti di plastica. La scena del delitto è perfettamente ordinata e pulita, e il corpo non è più in alcun modo identificabile: un lavoro da professionisti. Il sergente comincia a indagare, e ricostruisce una trama criminale che si allarga come una spirale su tutta la città, fino a toccare i servizi segreti e il governo.
A ogni tappa di questa discesa agli inferi, il sergente si troverà di fronte sempre lo stesso antagonista: un lucidissimo psicopatico, che ha perso ogni traccia di umanità. Uno dei capolavori di Derek Raymond, che nella rappresentazione cinica e disperata di una società corrotta trova il suo tratto più agghiacciante.

Piccolo particolare, che sembra diventata un'abitudine in questo periodo: questo libro è il secondo della serie, ma non ho letto il primo. Ho trovato lui in biblioteca, mi ispirava e ho deciso di portarlo a casa con me. Ma il fatto di essere il secondo di una serie non l'ha penalizzato per niente. Anche senza aver letto il primo non si fa fatica per nulla a star dietro alla storia. 

E tolto questo piccolo particolare di mezzo possiamo entrare nel vivo della questione. Questo libro mi ha lasciato perplessa. Parecchio perplessa. Vi posso anticipare che mi è piaciuto, ma non so se leggerò altri libri della serie (anche se è possibile, soprattutto lasciando passare parecchio tempo fra le letture) perché è uno di quei libri che ho apprezzato (e ci sono davvero parecchie cose da apprezzare) ma che necessita del giusto momento per essere letto. 
Quando l'ho iniziato ero abbastanza sicura che non mi sarebbe piaciuto perché lo stile, che da un lato sembrava promettente, dall'altro era troppo crudo e volgare e la cosa non mi faceva impazzire. Ma superato questo scoglio iniziale mi sono trovata risucchiata dalle pagine di questo libro, proprio per lo stile secco e conciso dell'autore. La narrazione è la cosa che più mi è piaciuta di questo libro, più della storia, di cui ammetto che non me ne fregava più di tanto (strano a dirsi) o dei personaggi, che non mi hanno particolarmente catturato. Questo è un libro che ho letto, e apprezzato, semplicemente per il suo stile e per tutta una serie di caratteristiche peculiari.

Ecco l'elenco delle cose che ho apprezzato parecchio:
  • Lo stile. Non l'avreste mai detto, vero? Ma l'autore ha un modo tutto suo di incatenarti alla pagina con le sue frasi brevi, concise, secche. E non avrei mai pensato di trovare ipnotico uno stile del genere!
  • L'atmosfera. Sarà merito dell'insieme. Sarà merito dello stile particolare. O dei dialoghi serrati, ma sembra di star leggendo un film noir. O un copione per un film sulla falsa riga di Sin City. Non ci sono molte similarità tra questo film e il libro di cui vi sto parlando. Ma l'atmosfera che si respira e i sentimenti che suscitano sono davvero molto simili.
  • Le scelte azzardate. In questo libro la voce narrante è il protagonista. Un protagonista che rimane senza volto. Noi non sappiamo assolutamente nulla del suo aspetto fisico e non lo vediamo mai attraverso gli occhi degli altri. Lui è il narratore assoluto e l'assoluto protagonista della storia. Vediamo gli altri personaggi, questo sì, ma lui mai. E l'idea di leggere un libro con un protagonista senza volto ha un suo fascino.
    Ma il volto non è l'unica cosa a mancare al nostro protagonista. Infatti è anche un uomo senza nome. Per tutto il libro i vari personaggi si rivolgono a lui chiamandolo "sergente" e questo è quanto. Non un nome, non un cognome, niente. Solo il suo grado all'interno della polizia. Inutile dirvi che è stata una cosa che ho apprezzato enormemente. E credo che siano queste peculiarità che aiutano a dare l'impressione di avere davanti un film noir e non un libro thriller.
Stranamente mi sono ritrovata lentamente invischiata nella lettura (e per quanto possa suonare strano, "invischiata" è proprio il termine giusto), incapace di posare il libro, che è volato via velocissimo, pur senza provare un reale interesse per la storia o un minimo di coinvolgimento, fosse per la storia o per i protagonisti. Credo che sia la prima volta in assoluto in cui mi immergo nella lettura semplicemente per lo stile e le peculiarità del libro. Ed è per questo che è anche un libro che mi ha confuso moltissimo, perché io per prima faccio fatica a capire come sia possibile che un libro di cui non ti hanno catturato né la storia né i protagonisti, che in linea di massima ti hanno lasciata indifferente, ti sia comunque piaciuto. Eppure questo è quanto!

Voto:  e mezzo

E voi che mi dite? Avete mai letto qualcosa di questo autore? E vi è mai capitato di trovarvi davanti ad un libro che vi abbia confuso così tanto? Fatemi sapere!
Buona lettura!
S. 

Commenti

  1. Nonostante alla fine il tuo parere sia più o meno positivo, devo ammettere che questo libro non mi attira :(

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    1. Se non ti attira allora puoi tranquillamente passare oltre. Credo che lo consiglierei a qualcuno in vena di un noir, ma a nessun altro, se devo essere sincera!

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  2. io invece a differenza di katerina sono attirata anche dal titolo!

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    1. Il titolo è quello che ha catturato anche la mia attenzione! Per dovere di cronaca ti dico che non c'entra nulla col titolo originale ma è comunque una scelta accettabile :)

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