venerdì 17 febbraio 2017

RECENSIONE: OSSESSIONE COLOR CREMISI

Buongiorno a tutti! E' quasi arrivato il fine settimana, non siete contenti? Io sì, anche se questa settimana per me funziona un po' al contrario... lavorerò nel week end, ma mi sono riposata durante la settimana (ok, riposata è un parolone, perché avevo un sacco di cose da fare, e non sono riuscita a farne nemmeno la metà, ma questi sono dettagli!). Oggi finalmente riesco a scrivere la recensione di un libro che, anche se si è fatto leggere velocemente, si è rivelato parecchio irratante!

TITOLO: Ossessione color cremisi

AUTRICE: Simona Liubicich

TRAMA: Londra, 1888 - Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle riva del Tamigi. Né le più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo Squartatore si annida nell'ombra. Né le dame dell'alta società vittoriana, schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti. Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si opponga con tutte le sue forze. D'altra parte Olivia è una ribelle per natura. Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l'uomo che desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se Ethan si trova d'accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e scandalosa lady di tutta l'Inghilterra. 

Come vi ho anticipato sopra, questo è uno di quei libri che si lasciano leggere, e che riesce anche ad essere coinvolgente, a suo modo, ma a patto che voi stacchiate il cervello, non prestiate troppa attenzione ai particolari e, soprattutto, a patto che voi spegnate la vocina cinica che abita nel vostro cervello, perché se non la mettete in stand by difficilmente riucirete a godervi la lettura.

Per molti versi è stato un libro irritante, che mi ha fatto alzare gli occhi al cielo un'infinità di volte. Partiamo dalla trama: un romance ambientato a Londra a cui fa da sfondo la vicenda di Jack lo Squartatore. Ora, ammetto che Jack fa sempre la sua figura e che mi incuriosisce sempre, ma se si usa la figura di Jack lo Squartatore solo per riuscire ad attirare il lettore e a vendere di più, ecco, allora la cosa non mi fa più tanto piacere. In questa storia Jack fa da sfondo ed è alquanto inutile, se non c'era sarebbe stata la stessa cosa. Sarebbe andato bene un criminale qualunque per farci vedere che Ethan è una sorta di detective e che Whitechapel non è la zona più sicura di Londra. Perché è solo a questo che serve il nostro Squartatore. Inutile dirvi che la cosa mi ha irritato parecchio.

Ma possiamo andare avanti, perché non è l'unica cosa che mi ha irritato. La storia di per sé è semplice: Olivia è una giovane donna intelligente (o almeno così ci viene rappresentata) e indipendente, è anche una donna istruita che sfrutta il suo sapere per aiutare i meno fortunati (si adopera come erborista per le povere donne di Whitechapel). Ma è anche una donna che a breve dovrà sposarsi con un essere rivoltante (e questo sarebbe il "regalo" di Natale da parte di suo padre, che a quanto pare la disprezza profondamente). Olivia giustamente non è al settimo cielo per questa sorpresa. E, come se non bastasse, è innamorata del migliore amico di suo fratello, fin da quando era una ragazzina. L'amico in questione è Ethan, pari del regno, detective indipendente che aiuta spesso e volentieri Scotland Yard, nelle confidenze della regina Vittoria, ma, soprattutto, libertino impenitente e lo scapolo più ambito di tutta Londra.
E fin qua, tutto nella norma. Però poi arriva il colpo di genio. La nostra eroina, che è una donna così intelligente, decide che l'unico modo per evitare il matrimonio incombente è quello di incastrare lo scapolo più ambito di tutta Londra e costringerlo a sposarla, facendosi sorprendere in pose compromettenti. Un vero colpo di genio. Un'idea che raggiunge dei picchi inaspettati. Ma non è finita! Perché la nostra piccola volpe ha bisogno di un complice, in fondo qualcuno deve pur sorprenderla, no? Quindi va dalla zia, a cui confida il piano, e la zia cosa fa? Cerca di farla ragionare? La prende a schiafif fino a quando la ragione non torna ad illuminare gli occhi della nipote? Ma no! Assolutamente! Cosa andiamo mai a pensare! Ovviamente acconsente... no, dico davvero. La nipote escogita un piano degno di una bambina dell'asilo e la zia le dà manforte.
E questo è solo il primo dei tanti colpi di genio che colpiranno la nostra eroina, ma degli altri non vi dico nulla, così non vi faccio spoiler.

Tanto mica credevate che fosse finita qua, no? Sarebbe stato troppo semplice! C'è ancora il gusto per la carrambata, che è qualcosa che io proprio non sopporto, quindi potrei avere il dente avvelenato e prendermela più del dovuto, ma insomma! Olivia e suo fratello sono cresciuti odiando la madre, perché questa li ha abbandonati per fuggire con il suo amante. Peccato che il giorno del fidanzamento della nostra intrepida volpe, la zia organizzi un incontro a sorpresa con la madre che... sorpresa! Non li aveva abbandonati, ma era stata costretta dal padre e dalla regina ad allontanarsi da casa e lei aveva sempre scritto ai figli e il padre non gli aveva mai dato le lettere (e come fa notare la madre, avrebbe potuto scrivere alla zia, che è sempre stata in contatto con lei per farle recapitare le lettere ai pargoli, ma non l'ha mai fatto... i misteri della vita!). Quindi riunione lacrimosa perché la mamma non li aveva abbandonati ma era il papà ad essere il cattivo (e ok, il padre non è per niente simpatico e una badilata sui denti gliel'avrei pure data volentieri, ma chiamare in causa la Carrà col suo "Carramba che sorpresa!" mi pare un po' troppo). Ma non temete, non sarà questa l'unica carrambata della nostra storia... un'altra ci attende lieta sul finale, e per quanto mi abbia irritato non vi anticipo nulla, così avrete il piacere di scoprirlo da soli.

E poi ci sono i "piccoli particolari". Abbiamo lei, che come vede lui (da una finestra) si bagna... lui che come vede lei diventa uno stallone in calore, e qui vi cito testualmente:

mentre il membro si tendeva come una sbarra di ferro dentro i pantaloni.

Non commento e vado avanti. Ci sono poi delle incongruenze, come lei che esce di casa con un vestito color "pavone" (che è tutto fuorché una tonalità di rosa) per andare dalla modista e poi nel negozio della modista si trasforma in un vestito rosa. E no, non venitemi a dire che l'abito era della modista, perché non stiamo parlando dei grandi magazzini moderni, dove ci sono vestiti di ogni taglia e, come l'autrice non la smette mai di ricordarci, la nostra eroina ha una corporatura alquanto insolita, visto che è minuta e con un fisico quasi da bambina, se non fosse per le curve procaci, quindi di sicuro l'abito non può essere della modista, visto che avrebbe dovuto essere ritoccato e sistemato per essere adattato ad un fisico così particolare.
E poi ci sono frasi come la seguente, che si commentano da sole:

Anne stingeva i pugni lungo i fianchi, gli occhi che sprizzavano scintille, notò Ethan, ignorandola.

E invece no, la commento... o la ignori o noti tutti questi bei particolari. Non puoi averle entrambe. No no no no no no no e no!

Grazie Sherlock per il supporto!

E poi c'è il linguaggio... che per carità, è scorrevole, ma a tratti è quel "finto anticato" che per me non funziona proprio. Stai scrivendo del 1800? Va bene... se vuoi rendere più consoni i dialoghi ci sta, ma la narrazione non ha molto senso, o si scrive tutto in uno stile più invecchiato o si lascia perdere. Qua invece spuntano un po' ovunque "ove" buttati lì, che non vi dico il nervoso!, associazioni alquanto... particolari come "la flaccida cute" e una particolare predilizione per l'aggettivo "torrido": "li consumava [i capezzoli] con guizzi torridi della lingua" No. Non avete letto male. E no, mi astengo da ogni commento. 

Ripeto, è stata una lettura a suo modo piacevole, nel senso di "piacevole se possiedi un gusto dell'orrido" ed è stata molto scorrevole, ma direi che la mia opinione risulta chiara dal papiro che ho scritto, no?
In questo caso mi astengo dal dargli un voto perché non saprei davvero cosa dargli? 1 per il risultato? 2 per l'impegno? 3 perché non mi sono trascinata dietro la lettura e la parte cinica che è in me ha gioito nel poter dare libero sfogo a tutto il suo scetticismo? Boh! Troppo complicato, quindi mi astengo.

E voi cosa mi dite? Conoscevate questo libro?
Buone letture!
S.

9 commenti:

  1. "Una sbarra di ferro" --->@______@ BAH!
    Sapevo già che ti aveva irritato, e leggendo il tuo papiro ho capito perfettamente il perchè! Sinceramente mi incuriosiva, e per carità, gli historical romance hanno i loro clichè che mi piace leggere di tanto in tanto, ma questo non so, non mi ispira fiducia ecco u.u

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    1. È stato più forte di me... Che poi non è proprio orribile, ma per me rimane un grosso NO!

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  2. Che orrore o.O Ammetto che i "guizzi torridi" della lingua mi hanno fatto pensare a un cane. Non so perchè, flash orrorifico.
    Non ho mai letto l'autrice ma la conosco di nome. Ultimamente ho iniziato anch'io un self romance con stessa ambientazione e... Niente, mollato per l'irritazione, tu sei stata più forte di mexD Io non sono un'esperta e chiudo volentieri gli occhi davanti ad alcune incongruenze se la storia mi prende, però talvolta mi sento talmente satura di clichè, talmente infastidita da certe boiate (perchè tali sono, spesso e volentieri), che mi sale la cattiveria-.-

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    1. Guarda, sui "guizzi torridi" mi astengo da ulteriori commenti, dopo essermi chiesta invano il perché di questa infelice scelta di termini. Da brividi!
      E concordo con te, anch'io spesso chiudo un occhio o anche tutti e due davanti ad alcune incongruenze, a volte non le noto nemmeno, ad essere sincera, se la storia ne vale comunque la pena o se non sono troppe. Ma in questo caso ha vinto la cattiveria, come si è visto :)

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  3. XXXXDDD Sto ridendo troppissimo!!

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    1. ;) Se credi sei ancora in tempo per cambiare idea e scegliere un altro premio! Mi sento un po' in colpa dopo averlo demolito così ;)

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    2. No tranquilla, mi divertirò molto a leggerlo!

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  4. Aspettavo una recensione su questo libro penso non lo leggerò odio il linguaggio "finto" utilizzato in alcuni romanzi, se non riesci a chiudere un occhio ti rovinano la lettura :**

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    1. Sul linguaggio sono pienamente d'accordo con te!!!

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