lunedì 14 agosto 2017

RECENSIONE: FORE MORRA

Buongiorno a tutti! Come state? E come procedono le vostre letture? Riuscite a sopravvivere al caldo? Io al momento non posso lamentarmi perché il caldo ci sta dando un attimo di tregua e in questi giorni si sta divinamente... certo, non è ancora autunno, ma per essere estate non potrei davvero chiedere di più!
Comunque mi sono resa conto di essermi completamente dimenticata di scrivere questa recensione! Ero convintissima di averla non solo scritta, ma anche pubblicata, e quando mi sono resa conto che non era vero ci sono rimasta malissimo! Quindi, problemi di memoria a parte (sarà l'età che avanza!), ho deciso di rimediare subito al mio grossissimo errore e di parlarvi di questo libro!

TITOLO: Fore Morra

AUTORE: Diego Di Dio

TRAMA: Senza sosta e senza redenzione. Gente comune unita dal filo rosso del destino, un’umanità esasperata, giochi di ruolo tra vittime e carnefici. Diego Di Dio si diletta con la psicologia dei suoi personaggi costruendo una storia che sconvolge e al tempo stesso commuove.

Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.

Ringrazio l'agenzia letteraria Saper Scrivere, che mi ha inviato una copia di questo romanzo in cambio di un'onesta recensione. 

Questo libro è stata una piacevole sorpresa. La trama non sembrava male, ma ammetto che, quando l'ho inziato, non avevo grandissime aspettative, certo, avevo accettato di leggerlo perché non sembrava male, ma è un libro che è leggermente fuori dai miei generi abituali e non mi aspettavo grosse sorprese.
E invece mi sbagliavo... mi sbagliavo eccome! Ma ogni tanto è piacevole anche sbagliarsi! 

Fin dalle prime pagine mi è stato chiaro che sarebbe stata una lettura avvincente, una volta iniziato a leggere ho trovato veramente difficile riuscire a staccarmi dalle pagine e devo ammettere che l'autore ha fatto davvero un bel lavoro. Intanto lo stile. E' scorrevole, riesce a dire tutto quello che deve senza perdersi in descrizioni inutili o in dialoghi o scene insipide, riesce a dire sempre il giusto, a farci vedere tutto quello che succede senza aggiungere nulla. Per carità, non ho nulla contro gli stili elaborati, ma so apprezzare anche stili più asciutti. Non mi spingerei a definire questo stile "essenziale", ma non è certo molto elaborato, eppure riesce ad essere stranamente ipnotico.

Un altro punto favorevole di questo libro sono i personaggi: Alisa e Buba sono due sicari che non hanno avuto una vita facile e, a quanto pare, le cose non sono molto cambiate: anche ora che sono comunque affermati nel loro campo, che sembrano aver raggiunto una qualche sorta di stabilità e che, se vogliamo, sembrano aver trovato il loro posto nel mondo, le cose non sono proprio rosee per i nostri due protagonisti. Ma nonostante tutto sono due protagonisti che non si arrendono, la resa è la cosa più lontana dai loro pensieri, ormai sono in ballo e sono decisi a ballare fino alla fine.
La narrazione si alterna tra presente, in cui abbiamo la narrazione principale che al centro vede i nostri due sicari, e passato, in cui scopriamo pian piano la storia di Alisa e come sia arrivata a diventare non solo una sicaria, ma una dei migliori.
Il passato e il presente sono strettamente intrecciati, visto che Alisa e Buba si trovano a dover fare i conti con un nemico sconosciuto che sembra essere tornato dall'inferno per perseguitarli. E capire il passato sembra essere l'unica soluzione per capire chi ci sia dietro a tutta la storia. Forse questa parte è quella che mi ha deluso un pochino. E ammetto che parlare di delusione è un po' forte, solo che per tutto il libro ci prepariamo ad un grande colpo di scena, per capire chi è che sta cercando di ucciderli, chi è che ce l'ha così tanto con Alisa, e ho trovato la soluzione un po' prevedibile. Per me non è stata affatto una sorpresa, e quindi la soluzione per me si è rivelata un po' anticlimatica. Ma non è che abbia influito negativamente sulla lettura, certo, mi aspettavo qualcosina di più, questo è vero, ma alla fine poco male.

E, anche se la storia sembra incentrarsi principalmente su Alisa, io ho adorato Buba, l'ho trovato un personaggio affascinante e mi sarebbe piaciuto leggere anche della sua storia, intrecciata a quella di Alisa. Ma non temete, alla fine scopriremo di più anche sulla sua enigmatica figura! 
E accanto ai due sicari si sviluppa tutta una serie di personaggi ben costruiti, che non si rivelano essere solo comparse di secondaria importanza, ogni personaggio è ben inserito nella storia e non sparisce sullo sfondo. In particolare ho veramente apprezzato molto la figura di Pavel/Pavoncella. E' uno di quei personaggi così pieni di vita, che non si lasciano abbattere nonostante la vita con loro sia stata spietata, che è impossibile non afferzionarcisi, almeno un pochino. E' una di quelle persone che rendono la vita migliore per tutti quelli che stanno loro attorno, anche se magari per poco, per lo spazio di un'ora o di una giornata, e, di riflesso, rendono migliori anche le cose per noi lettori, che li incontriamo attraverso lo schermo della pagina scritta.

E c'è da dire anche un'ultima cosa su questo libro, al di là dello stile ipnotico, dei personaggi misteriosi e accattivanti e della storia avvincente e coinvolgente, che non lascia un attimo di fiato, è anche un libro che sfiora un sacco di temi delicati e che spinge a riflettere. Non tanto sulla parte legata alla criminalità, che è comunque presente, ma sull'importanza dei legami, delle radici, del passato e dei sentimenti.

Insomma, una lettura che tocca un sacco di punti, sia dentro che fuori di noi, che coinvolge e che è destinata a lasciare qualcosa nel lettore.

Voto:


E voi cosa mi dite? Conoscevate questo libro? Vi ispira?
Buone letture!
S.

1 commento:

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