lunedì 18 febbraio 2019

RECENSIONE: L'ETA' DEGLI ASSASSINI

Buongiorno e buon lunedì a tutti! Come state? E come procedono le vostre letture? E siete pronti ad iniziare una nuova settimana? Io, dopo averlo evitato per tutto l'inverno, mi sono presa il primo raffreddore... non vi dico la gioia e la commozione!
Ma lasciamo perdere le condizioni di salute e passiamo alle cose importanti, oggi sono di nuovo qua con una recensione. Strano, vero??

TITOLO: L'età degli assassini

SERIE: The Wounded Kingdom

AUTRICE: R.J. Barker

TRAMA: Girton è un apprendista assassino, è giovane e ha ancora molto da imparare dal suo maestro, il migliore del regno. L'arte di togliere la vita è complessa e richiede anni di studio e dedizione, ma la missione che questa volta è stato chiamato a svolgere sembra ancora più complicata. Girton e il suo maestro, infatti, sono stati assoldati dalla regina del regno per salvare una vita, quella del giovane principe ereditario che qualcuno vuole assolutamente vedere morto.

E chi meglio di un assassino può fermare un altro assassino?

Con il primo capitolo di questa saga, R.J. Barker reinventa il fantasy, scardinando i cliché del genere e plasmando un universo nuovo e originale in cui la magia è vista da una prospettiva diversa e il protagonista è un ragazzo acerbo, la cui fisicità non è quella dell'eroe classico, dal momento che è zoppo. Nonostante questo, e nonostante le insicurezze che a tratti lo assalgono, Girton è capace di mettere a frutto abilità e intelligenza con un'astuzia e una creatività davvero sorprendenti. Attraverso il suo racconto in prima persona, noi lettori veniamo catapultati dentro il cuore della storia, i suoi occhi diventano i nostri, viviamo azioni e combattimenti sulla nostra pelle, il livello di coinvolgimento è altissimo, proprio come in un videogioco.

L'età degli assassini è già stato accolto con grande entusiasmo dai lettori del genere negli Stati Uniti ed è destinato a far parlare di sé anche in Italia, conquistando tutti gli amanti di Assassin's creed ma non solo. 

Un paio di piccole premesse, prima di parlare veramente del libro: se non avete ancora letto la sinossi e la trama, bravi! Continuate così. O se proprio siete curiosi leggetela fino al primo capoverso, poi giratevi e andatevene fischiettando. Vi state facendo un favore.
Premetto che io avevo questo libro in wish list sin da quando è uscito in lingua originale e che quando ho scoperto che era uscito anche da noi ho subito colto l'occasione al volo. Però non ho mai letto la sinossi (o non l'avevo mai fatto, prima di riportarvela qui sopra) nè dell'edizione italiana nè dell'edizione originale quindi non posso fare paragoni fra le due, magari una volta tanto la nostra è solo una traduzione dell'altra e quindi le colpe sono 50 e 50, non mi metto a sindacare, ma questa sinossi fa un grossissimo disservizio al libro.
Intanto l'unica cosa che ha in comune con Assassin's Creed è il fatto che abbiamo degli assassini. Insomma, bene ma non benissimo.
Ma questo sarebbe il meno. La parte prima è qualcosa di... esagerato assai. 
L'autrice "reinventa il fantasy, scardinando i cliché del genere e plasmando un universo nuovo e originale". Ecco, se io avessi letto una roba del genere mi sarei creata delle aspettative più alte di quelle che avevo già e alla fine, al posto di promuovere comunque il libro, gli avrei dato un bel 2 su 5 e vi avrei consigliato vivamente di andare a leggere qualcos'altro. Perché creare aspettative irrealistiche nei lettori non fa bene.
Reinventa il fantasy... ma dove? E scardina i cliché di genere? Non in questo libro, di sicuro! E plasma un universo nuovo e originale? Ma dai! Tutti i bravi autori di fantasy lo fanno. Dove sarebbe la novità???
Con questo non voglio dire che il libro non valga la pena di essere letto, assolutamente no. E l'autrice è originale, il suo mondo è interessante e la sua scelta del protagonista ha dell'interessante e particolare, è vero. Non sto dicendo che l'autrice sia priva di meriti. Sto però dicendo che meglio di lei ce ne sono a bizzeffe, non ha reinventato e scardinato un bel niente e si può apprezzare o adorare o amare questo libro anche senza bisogno di farlo passare per qualcosa che non è.

Ehmm... ok, la mia piccola postilla si è trasformata in uno sfogo in piena regola, ma non me ne pento! Ora però provo a ritornare in carreggiata e a parlarvi del libro.
La prima cosa che non si dice da nessuna parte, ma che invece potevano sprecare un po' di inchiostro per stamparla da qualche parte invece di propinarci baggianate, è che, in pratica, questo libro è uno YA. E' vero che a livello di contenuti non sarebbe adatto alla categoria, perché parliamo di assassini, e quindi rischiamo presto di finire fuori target, ma a parer mio si trovano più aspetti YA qua che non "adult". 
Non è solo che il protagonista è della giusta fascia di età, è proprio il modo in cui viene trattata la storia e lo stile in generale. Devo confessarvi che ho letto questo libro dopo aver terminato da poco l'ultima trilogia della Hobb su FitzChevalier quindi i paragoni tra le due sono stati, purtroppo, inevitabili e questo libro ne è uscito tristemente in difetto. E non è neanche colpa sua, ma la Hobb è una che ha reinvetato per davvero il fantasy, ha scardinato davvero i cliché di genere eccetera eccetera... No, giusto per mettere le cose in prospettiva. E il punto non è neanche l'età dei protagonisti, perché all'inizio della serie la Hobb ci presenta un ragazzino, pure, e non è l'unico caso, anche la serie L'Angelo della Notte di Brent Weeks ha per protagonista un assassino che è un ragazzo, su per giù ha la stessa età di Girton, ma né la serie della Hobb né la serie di Weeks possono essere considerati YA, proprio perché per i contenuti, lo stile, il modo di affrontare le tematiche e lo svolgimento della storia sono più complessi e "maturi", se mi passate il termine. Invece il libro della Barker è sostanzialmente uno YA, e credo che questa sia stata la cosa che più mi ha deluso. (Non che abbia qualcosa contro gli YA, ma se tu spacci un libro per adult io ho determinate aspettative e ovviamente vederle disilluse non aiuta. E il libro non è brutto, ma non è così bello da farmi decidere di ignorare questa prima, grande delusione).

Però l'autrice crea davvero un mondo originale e interessante, soprattutto per la sua concezione della magia e per come ha scelto di strutturare la "società" degli assassini, anche se mi sarebbe piaciuto leggerne di più. L'autrice non approfondisce tantissimo questo aspetto e, per me, è un vero peccato. Spero davvero che riusciremo a scoprirne di più nei prossimi libri! 
Nonostante i miei sfoghi precedenti l'autrice ha comunque dei meriti, e il suo libro è davvero originale, sia per l'ambientazione (tra l'altro mi sono paciute tantissimo le cavalcature, queste strane bestie mostruose mi hanno catturata) che per la scelta della prima persona, perché tutta la storia è narrata in prima persona da Girton, che, credo, ormai vecchio ci narra le sue avventure. In questo mi ha ricordato tantissimo una serie che ho letto tantissimi anni fa, quella di Cornwell sulla saga di Artù. Il modo di narrare me l'ha fatta tornare in mente, ed è stato un valore aggiunto.
E poi c'è Girton. L'autrice con lui ha fatto diverse scelte particolari, perché questo ragazzino era uno schiavo prima di venir acquistato dalla sua padrona, che ha deciso di prenderlo con sè per farne il suo assistente, e questa sua "origine" l'autrice sceglie di farla diventare un tratto fondamentale della sua persona. Diciamo che qua la Barker se la gioca davvero bene, perché non solo ci dice che lui è stato uno schiavo, ma ce lo fa vedere costantemente, perché è una parte reale di Girton, non è solo un fatto che lei butta lì per poi dimenticarsene. E questo è davvero un grosso merito.
In più Girton è zoppo. Ebbene sì, il nostro giovane e promettente assassino è zoppo. E anche qua l'autrice gestisce bene il tutto, non è un qualcosa che butta lì e poi cerca di dimenticarsene, affatto.
Parlando di costruzione dei personaggi l'autrice ha davvero un sacco di meriti, perché ha fatto le cose per bene.
E ho anche apprezzato parecchio alcuni dei personaggi secondari e Merela, la mentore di Girton, anche se non mi sarebbe dispiaciuto vederla un po' più caratterizzata.
Tutto sommato la storia è intrigante e interessante, non annoia e lo stile è molto fluido e lineare. Non abbiamo nulla di troppo, solo quello che è necessario e l'ho apprezzato davvero, ma nel complesso l'insieme per me è risultato un po' troppo... semplicistico. Mi aspettavo qualcosa di più complesso, almeno un pochino, sotto tutti i punti di vista. Ma non è stata una brutta lettura e continuerò sicuramente la serie!

Voto: e mezzo


Bene, direi che questo è tutto! Quando ho iniziato a scrivere ero preoccupata perché pensavo che non avrei avuto abbastanza da scrivere, ma ora direi che ho scritto anche troppo!!!
E voi che mi dite? Conoscevate questo libro? Vi ispira? E avete altri libri sugli assassini da consigliarmi?
Buone letture!
S. 

10 commenti:

  1. Ho la netta impressione che chiunque curi il marketing di questo genere di libri se ne freghi altamente di fare pubblicità mirata, ma che punti volontariamente alla cosa più sensazionale e allo stesso tempo più generica possibile, sviando i potenziali lettori e ignorando le recensioni negative che arriveranno per forza, perché se mi vendi una cosa come X e poi mi trovo Y, è ovvio che non ho piacere :/
    Detto questo, il libro mi interessa con riserva: mi attira lo sviluppo del protagonista, ma temo il confronto impietoso con la Hobb...

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    1. Concordo altamente con il "se ne freghi di fare pubblicità mirata"... però è una cosa desolante.
      E come libro ha dei meriti, il protagonista mi è piaciuto parecchio, però per me il confronto con la Hobb è stato impietoso, anche se ho letto recensioni in cui parecchi lettori hanno trovato il confronto in maniera positiva :)

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  2. Ah le trame, ingannevoli e imbroglione. E non è la prima volta, che ti spacciano qualcosa in modo da creare aspettative erronee. A volte le leggo altre le sbircio solo (e spesso vado a vedere quelle originali).
    Il libro di per sè mi attira poco, la postilla sulla trama era interessante XD

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    1. Questo (insieme al fatto che nelle trame italiane ogni tanto spuntino degli spoiler - no comment- ) è il motivo principale per cui di solito non le leggo neanch'io, anche perché mi ci arrabbio parecchio!

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  3. Hmmm... quanto odio le trame ingannevoli. Io spesso e volentieri evito di leggerle prima di aprire un libro o se proprio le leggo, faccio passare qualche giorno prima di iniziare la lettura, perché se poi la storia non è in linea con le aspettative che la quarta di copertina mi ha suscitato ci rimango malissimo. :(

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    1. Di solito non le leggo neanch'io, tant'è che quando ho iniziato a scrivere il post non sapevo che mi sarebbe partito tutto 'sto commentone sulle trame ingannevoli, perché l'ho letta solo nel momento in cui l'ho copiata qui nel post... ma il fatto che continuino a fare dei lavori del genere mi lascia parecchio perplessa!

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  4. che peccato però, da proprio fastidio quando ti aspetti qualcosa di diverso

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  5. questo è uno di quei "poteva dare di più"
    un peccato perchè come dice Chiara quando hai aspettative diverse ci resti molto male.

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  6. La cover è bellissima e tutto sommato sembra una lettura carina, però non so, non mi attira più di tanto.

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  7. Non lo so, dopo la tua recensione la voglia di leggerlo mi è passata, anzi, l'unica cosa positiva è che devo recuperare la Hobb xD

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