lunedì 4 giugno 2018

RECENSIONE: IL RICHIAMO DELLE SPADE

Buongiorno a tutti! Come state? E come procedono le vostre letture? Io non mi posso lamentare, anche se, ad essere onesta, per giugno avevo dei piani completamente diversi. Diciamo che avevo deciso di accantonare un pochino il fantasy (non abbandonarlo del tutto, eh, perché sarebbe impossibile!) per dare la precedenza a qualche altro genere... diciamo che le intenzioni c'erano tutte ma sono finite fuori dalla finestra!!! 
Comunque, oggi finalmente sono qui con una nuova recensione, di un libro che ho puntato una vita prima di riuscire a leggere, ma vi posso anticipare che l'attesa ne è valsa la pena!

TITOLO: Il richiamo delle spade

SERIE: Trilogia della Prima Legge #1

AUTORE: Joe Abercrombie

TRAMA: Logen Novedita, il famigerato guerriero, ha infine esaurito la sua fortuna. Si è fatto un nemico di troppo e ora ha davanti a sé un futuro solitario e cupo, in cui da un momento all'altro potrebbe ritrovarsi a guardare la morte in faccia per l'ultima volta. Ma saranno proprio i morti a offrirgli un'ultima opportunità, perché qualcuno, là fuori, ha ancora dei progetti per il Sanguinario. Il Capitano Jezal dan Luthar, modello di egoismo e vanità, ha in mente poco altro che banali sogni di gloria, da far avverare in duello a colpi di spada. Ma la guerra è alle porte, gli eserciti si mobilitano e sui campi di battaglia del gelido Nord si combatte con regole terribilmente cruente. L'Inquisitore Glokta, carnefice storpio, sarebbe contento di veder tornare i resti del Capitano Jezal in una cassa, ma d'altro canto lui odia chiunque non sia stato ridotto nelle sue condizioni. Confessione dopo confessione, senza lasciar spazio a nessun sentimento se non al rancore, elimina i traditori in seno all'Alleanza, ma la sua ultima scia di cadaveri potrebbe condurlo dritto al cuore corrotto del governo. Se soltanto potesse sopravvivere abbastanza a lungo da poterla seguire...

Sapevo già che questo libro mi sarebbe piaciuto, perché aveva tutte le carte in regola, il problema vero era sapere se si sarebbe dimostrato all'altezza delle mie aspettative, che erano parecchio altine. Ora che, finalmente, l'ho letto posso dirvi che sì, si è dimostrato all'altezza delle mie aspettative! (Grazie Glotka!)
Abercrombie è uno dei re del grimdark fantasy, genere che negli ultimi anni si sta affermando lentamente anche da noi, e che io adoro ed è un autore che, a tratti, sa essere veramente geniale.
Ammetto che mi aspettavo qualcosa di leggermente diverso, è vero, ma ho amato questo libro dall'inizio alla fine. Avevo già letto The Heroes di questo autore (il libro è tradotto anche in italiano e ha mantenuto il titolo originale), e me ne ero innamorata follemente dopo aver letto la prima pagina. Fidatevi, se questo autore vi incuriosisce almeno un pochino recuperatevi la prima pagina di questo stand-alone. Non ho bisogno di aggiungere altro.
Inoltre per me il buon Joe è un mix ben riuscito di Martin e Pratchett. Lo si vede un po' meno qui, ne Il richiamo delle spade, e un po' di più in The Heroes, ma credo che sia una buona descrizione.

E dopo questa introduzione abbastanza lunga posso finalmente iniziare a parlarvi del libro di per sé (e di Glotka!). 
E' un libro molto introduttivo e se volete leggere qualcosa che sia story-driven allora vi consiglio di cercare qualcos'altro, perché probabilmente vi annoiereste a morte dopo le prime 50 pagine, sempre ammesso che ci arriviate a pagina 50. Quel che giusto è giusto, e la trama non è il punto forte di questo libro.
In pratica, lasciando perdere per un attimo gli ultimi capitoli del libro, abbiamo gente che fa cose per la maggior parte delle pagine. Abbiamo un tot di personaggi che per buona parte del libro non interagiscono tra di loro, perché magari sono uno dalla parte opposta del globo rispetto all'altro, o che interagiscono in maniera minima, e noi non abbiamo la minima idea di dove l'autore voglia andare a parare. 
In ogni capitolo il focus si sposta da un personaggio all'altro e noi abbiamo una visione d'insieme di quello che sta succedendo, ma non capiamo cos'è che deve davvero succedere. Loro fanno cose e noi li seguiamo, fiduciosi che tutte queste ore di lettura ci conducano da qualche parte.
Non disperate, alla fine le cose iniziano a chiarirsi e noi iniziamo a farci un'idea d'insieme, anche se non è che le cose diventino chiare all'improvviso e restano ancora un sacco di domande.
(Sì, ma veniamo a Glotka!!)

Ciò che ho adorato di questo libro sono i personaggi. Sono tutti, o quasi, personaggi che avevo già incontrato in The Heroes (e visto che lo stand-alone è ambientato dopo questa trilogia ci sono degli spoiler sui personaggi non indifferenti. A me la cosa non importava particolarmente e sono felice di aver letto prima The Heroes che non questo. Ma è una cosa che dovete tener presente se avete intenzione di leggere qualcosa di questo autore), quindi in parte c'è stata la gioia della riscoperta, ma non è solo questa, è che i personaggi sono veramente ben sviluppati.
A partire da Glotka Logen Novedita, che vediamo come un guerriero temutissimo, che dopo una lunga carriera bagnata di sangue si è fatto un nome, tutti lo temono e le storie che girano su di lui sono storie che fanno accapponare la pelle. Ma ormai è vecchio ed è stanco della guerra, lui che non ha conosciuto altro per tutta la sua vita scopre di essere finalmente stufo di tutto questo sangue sparso. Ma non fatevi ingannare, perché dietro alle spoglie di questo guerriero arrivato quasi alla fine della vita si nasconde ancora Il Sanguinario. E sono sicura che nei prossimi libri ci rivelerà grandi sorprese. 
E passando poi per Jezal. Egoista, ricco, viziato (e ad essere sincera mi ricora parecchio il principe Jal della trilogia The Red Queen's War di Mark Lawrence. I due potrebbero essere gemelli separati alla nascita!), donnaiolo impenintente e damerino snob. Ma con una spada ci sa fare... o almeno, se la cava!
Arrivando a Bayaz, il grande mago. Poteri enormi ed un sarcasmo altrettanto grande. Forse uno dei personaggi più controversi del libro, ma non lo si può non apprezzare.

E poi abbiamo Ardee, una delle due figure femminili del libro, che mi ha intrigato tantissimo. Non sono sicura che avrà un posto di rilievo nei prossimi libri, perché la sua utilità sembra limitata a questa parte della storia, ma visto che è davvero difficile capire dove l'autore voglia andare a parare e dove ci porterà questa storia, non è detta l'ultima parola. 
E poi, finalmente, c'è lui. Quello che, secondo me, da solo vale tutto il libro. Glotka. Con la creazione di questo personaggio Abercrombie si è ritagliato un posto in quel gruppo di autori che per me "sono una certezza", perché è semplicemente un personaggio sublime.
Glotka è un inquisitore, è temuto e svolge il suo lavoro al meglio. Ottieni risultati e non ha paura di sporcarsi le mani. Ma è quanto di più lontano possa esserci dalla figura che vi è appena venuta in mente. E' un uomo giovane intrappolato nel corpo di un vecchio. E' menomato, deturpato ed è un miracolo che ogni giorno riesca a trovare la forza per trascinarsi in giro. Ed è risentito, astioso, spiacevole. Passa il tempo a lamentarsi e a parlare tra sè e sè (e alcuni dei suoi "monologhi" sono fantastici!) mentre si trascina in giro impegnato nel suo lavoro. Le scale sono uno dei suoi più grandi nemici e sentiamo tutto il dolore e tutta la fatica che lui prova, eppure non demorde. E la sua mente è ancora affilata, nonostante il suo corpo sia devastato.
Eppure nemmeno la sua mente riesce a salvarlo e si ritrova ad essere una pedina consapevole nel gioco di persone più potenti di lui.
Lo so che non vi ho detto molto, ma credetemi, lui è uno dei personaggi più complessi che io abbia mai incontrato. Non è il più piacevole e non è uno di quei personaggi che vi rubano il cuore, questo è vero, ma la genialità e la cura che stanno dietro alla sua creazione per me sono fenomenali.

Beh, direi che ho sproloquiato abbastanza. Spero di essere riuscita a trasmettere la meraviglia che ho provato leggendo di Glotka e il piacere nel leggere il libro.

Voto: e mezzo

E voi che mi dite? Avete letto qualcosa di Abercrombie? Vi ispira?
Buone letture!
S.

6 commenti:

  1. Abercrombie è uno di quegli autori che da sempre ho in WL ma che poi ho sempre paura siano troppo per me e non mi decido mai (come con Sanderson)...

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    1. Abercrombie è abbastanza particolare, più che altro perchè nei suoi romanzi ci sono anche un sacco di scene di battaglie, lotte e simili!

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  2. Hai sconfitto la mia volontà a "mix ben riuscito di Martin e Pratchett".
    Ora mi toccherà leggerlo.

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  3. è da tantissimo che voglio leggere questo autore e mi hanno consigliato di partire proprio da questo libro. Prima o poi riuscirò a farlo. Bella recensione

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    1. E' un autore molto particolare, ma per me merita davvero parecchio! :) E sì, questo è il primo in linea temporale, quindi sarebbe una buona scelta. Anche se forse la sua trilogia per "ragazzi" potrebbe essere un punto di partenza migliore se si ha qualche indecisione sul genere :)

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