sabato 16 giugno 2018

RECENSIONE: REDEMPTION'S BLADE

Buonasera! Come state? E come procedono le vostre letture? In questo periodo mi sento sempre uno zombie, ma almeno le letture procedono, quinid non mi lamento troppo!
Oggi ho deciso di parlarvi di un libro che ho appena finito di leggere, grazie a NetGalley, e che mi è davvero piaciuto!

TITOLO: Redemption's Blade

AUTORE: Adrian Tchaikovsky 

TRAMA (velocemente tradotta da me): Dieci anni fa, il semidio rinnegato conosciuto da tutti come Kinslayer ritornò. Le sue armate di mostri sbucarono dal ventre della terra, capeggiati dai suoi brutali soldati Yorughan. Vinse ogni battaglia, seminando dietro di sé morte e distruzione. Troni crollarono e intere città capitolarono davanti a lui. E poi morì. Un gruppetto di fortunati eroi e un paio di traditori, e Kinslayer non era più tra i vivi.
Celestaine era uno di questi eroi e si è assunta il compito di raddrizzare i torti di Kinslayer e di riportare la luce in questo mondo devastato. Con i suoi due compagni Yorughan si ritrova ad affrontare fanatici, criminali di guerra, mostri e seguaci di Kinslayer rimasti indietro mentre le fragili alleanze costruitesi in tempo di guerra iniziano a frammentarsi in faide, avarizia e sfiducia.
Kinslayer potrà anche essere morto, ma la sua lunga ombra si estende ancora sul mondo e non è detto che la luce faccia ritorno. 

Non avevo in programma di parlarvi di questo libro, visto che da noi non è arrivato, anche se non è ancora detta l'ultima parola. Infatti questo libro uscirà a luglio e può anche essere che si decidano a tradurlo anche da noi, visto che dell'autore hanno iniziato a pubblicare qualcosina anche qua. 
Ovviamente io è una vita che voglio leggere i suoi libri e da noi portano la sua fantascienza, che non mi ispira per niente... che fortuna!
Comunque, lamentele a parte, quando ho visto questo titolo su NetGalley non ho saputo resistere e ho dovuto richiederlo. E quando hanno approvato la mia richiesta non stavo più nella pelle (piccolo spoiler: potreste sentire questa frase spesso nei prossimi post perché è un periodo molto fortunato per me!) e l'ho praticamente messo subito in lettura.

Lasciatemi dire che, anche se non avevo aspettative ben chiare, questo libro è andato oltre! Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma dell'autore ne avevo sentito parlare molto bene (e all'estero è famoso) quindi qualche aspettativa, seppur vaga, ce l'avevo e questa lettura le ha superate alla grande!
Non è stato tanto per i personaggi, che sono molti e variegati, né per il worldbuilding, che pure è ricco e fantastico, né per la storia di per sé, che è comunque avvincente e per niente noiosa, ma per le idee.

Cosa succede una volta che il cattivo è stato sconfitto e i buoni hanno trionfato?

E' questo il punto di partenza del romanzo, che ci mostra un mondo che sì, ha ottenuto la vittoria e la pace, che ha distrutto i suoi nemici e ha vinto una guerra che ha infuriato per dieci anni in tutto il mondo e che era vicinissimo al perdere, ma che ora è sull'orlo della distruzione.
Le alleanze che si sono formate nel periodo della guerra sono fragili e si stanno sgretolando. L'economia è un disastro, con tutte le perdite che la guerra ha comportato, sia parlando di costo di vite umane sia di danni ai commerci, alle merci e alle produzioni di beni e servizi. Le città sono distrutte e devono essere ricostruite. Ma, soprattutto, le diverse società (le diverse razze, i diversi regni, le diverse potenze politiche, organizzazioni religiose e quant'altro) devono fare i conti con il passato e decidere in che direzione muoversi. In fondo non si tratta "solo" di ricostruire degli edifici, ma bisogna venire a patti con il passato e cercare di preservare e rinnovare l'identità, e questo vale per tutto e tutti, a partire dall'identità del singolo per arrivare all'identità delle collettività.
Anche se questo è un romanzo a tutti gli effetti, potrebbe essere anche un saggio di sociologia fantasy. 
Mi è piaciuto tantissimo vedere come i diversi regni e le diverse società si trovano ad affrontare una realtà completamente nuova e dolorosa, perché, anche se la guerra è finita e vinta, i costi sono stati esosi e bisogna continuamente farci i conti.

E cosa succede agli eroi, una volta che hanno sconfitto il cattivo?

Questa è un'altra domanda fondamentale che troviamo nel libro. Di solito i libri finiscono con i buoni che sconfiggono i cattivi. Non si vede come le città verranno ricostruite, non si vede come la gente si adatta alle nuove condizioni di vita e non si vede cosa ne è degli eroi una volta che non servono più.
Celestaine, la protagonista principale, è un'eroina, suo malgrado. Faceva parte del gruppo di persone che hanno ucciso Kinslayer ed è stata acclamata da tutti come uno degli eroi che hanno portato la vittoria e la liberazione. Ma lei si sente una truffatrice, non si sente davvero un eroe. Per ogni battaglia che ha vinto ce n'è almeno una che ha perso. Per ogni vita che ha salvato c'è qualcuno che ha dovuto lasciare indietro, o che ha dovuto uccidere. Anche se agli occhi del mondo è diventata un simbolo, lei non si sente per niente adatta al ruolo.
E cerca di fare ammenda per le sue mancanze, imbarcandosi in un'ennesima impresa per cercare di portare la luce in questo mondo invaso dalle tenebre, per cercare di raddrizzare qualche torto e per riuscire, finalmente, a vedersi come un'eroina.
Ma ormai la gente non sa più che farsene di lei. Le autorità la guardano con sospetto e la sua presenza non è quasi mai gradita. C'è la ricerca di uno scopo, di una nuova identità e il bisogno cocente di riuscire a essere soddisfatti di sè stessi e del mondo che ci circonda.

E cosa succede ai sostenitori del cattivo e alle razze che lui ha creato/soggiogato e guidato in guerra?

Anche questa è di solito una domanda che non viene approfondita, ma che qua, invece, diventa centrale allo svolgersi della storia. Il rapporto delle persone con quelli che sono stati lasciati indietro dagli sconfitti è qualcosa che viene approfondito molto in queste pagine, e ci aiuta a capire come non tutto sia sempre bianco o nero, ma che spesso e volentieri il mondo è in scala di grigi (e le sfumature del grigio possono essere davvero tante!). In fondo questo è uno degli insegnamenti più classici dei fantasy, soprattutto in quelli più moderni, ma credo che mai come in questo libro la cosa sia così evidente.

Questo è quello che per me ha fatto la differenza. Tutte queste riflessioni, queste ricerche di identità e di un posto del mondo sono ciò che hanno reso questa lettura memorabile. Ma non è tutto!
Vi ho anticipato prima il world-building. Ecco, l'autore si dà decisamente da fare in questo campo, perché nel suo mondo ci sono un sacco di creature fantastiche, che poco hanno a che fare con i classici della letteratura fantasy. Abbiamo nuove razze e società e io ne sono rimasta affascinata. Sono tutte, in qualche modo, tragiche ma per tutte, o quasi, c'è speranza, anche se magari piccola, anche se in fondo a una strada lunga e impervia. Ma la speranza rimane, e mi è piaciuto davvero moltissimo scoprire queste nuove genti e leggere le loro descrizioni. 
L'autore non manca certo di fantasia!
E i personaggi sono veramente un bel gruppo. Celestaine, l'eroina in cerca di validazione, Heno e Nem, due Yorughan (e anche questo è degno di nota. Gli Yorughan erano la forza d'attacco di Kinslayer, i più temuti e odiati, eppure Celestaine non si fa problemi a fare amicizia e a trascinarsi dietro nelle sue avventure questi due, anche se saranno fonte di non pochi problemi), Ralas il bardo dalla voce quasi magica, Catt e Fisher, due trafficoni simpatici e truffaldini e Kul, il principe di una razza che rischia, anche se in modi diversi, di estinguersi. Tra tutti i personaggi il mio preferito è Heno, mentre quello che mi è piaciuto meno è stato Kul. Non che non mi sia piaciuto, però tra tutti è quello che, forse, risulta meno caratterizzato e che, anche se ha un ruolo grosso nella storia e nel suo svolgimento, è come se non lo vedessimo spesso (eppure è sempre presente... non so se mi sono spiegata). 
E lo stile dell'autore non è per niente pesante, anzi! E' molto scorrevole e c'è una leggera vena di umorismo che percorre tutte le pagine e che rende il tutto molto piacevole da seguire. Anche se io ho posto l'accento sulla parte più "profonda" di questo libro, non lasciatevi ingannare è un romanzo piacevole che si lascia leggere e le sue pagine scorrono che è un piacere!

Voto:

Bene, direi che siamo arrivati alla fine! E voi che mi dite? Conoscete l'autore?
Buone letture!
S. 

3 commenti:

  1. Non conosce né l'autore né il libro, ma accidenti se non mi interessa *^*

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    Risposte
    1. Questo merita davvero parecchio! Ed è un peccato che da noi sia sconosciuto! :(

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