domenica 17 novembre 2013

RECENSIONE: SERIE MYTHOS ACADEMY

Oggi vi presenterò una serie YA che ho scoperto da poco e che non è ancora stata tradotta in italiano.

La serie è quella della Mythos Academy dell'autrice statunitense Jennifer Estep. La serie è composta da sei volumi e tre spin-off:

1) First Frost (Mythos Academy #0.5)
2) Touch Frost (Mythos Academy #1)
3) Halloween Frost (Mythos Avademy #1.5)
4) Kiss of Frost (Mythos Academy #2)
5) Dark Frost (Mythos Academy #3)
6) Crimson Frost (Mythos Academy #4)
7) Spartan Frost (Mythos Academy #4.5)
8) Midnight Frost (Mythos Academy #5)
9) Killer Frost (Mythos Academy #6)

La protagonista è Gwen Frost, una gipsy (zingara) con un dono particolare: quando tocca un oggetto riceve immagini del suo passato: chi l'ha toccato, quando e cosa provava mentre usava quell'oggetto, e le immagini diventano più forti e chiare quando al posto degli oggetti tocca le persone. Dopo la morte della madre viene iscritta dalla nonna alla Mythos Academy: una boarding school che da fuori sembra riservata a gente straricca, ma che accoglie, in realtà, ragazzi che provengono da famiglie di origini mitologiche. Qui gli antichi miti e gli antichi Dei sono ancora vivi e vegeti e i ragazzi vengono addestrati a combattere contro i servitori di Loki, che vorrebbero liberare il loro padrone e scatenare una seconda Guerra del Caos. 
Così Gwen viene a conoscenza del mondo a cui appartiene di diritto: un mondo in cui si mescolano i pantheon greco e germanico e che è popolato da diverse categorie di persone: ci sono gli Spartani, i guerrieri più abili di tutti, le Amazzoni, dotate di un'incredibile velocità, e le Valchirie, dotate di una forza immensa. Mentre i Romani e i Vichinghi sono i loro corrispettivi maschili, ma non è certo finita qua, ci sono anche celti, samurai, ninja e altro ancora. Ed oltre ad essere abili guerrieri, addestrati fin da piccoli, sono anche dotati di magie: c'è chi può guarire, chi può creare illusioni, chi può creare il fuoco e così via. 
Gwen si ritrova quindi a dover far fronte a tutto questo, catapultata in mezzo a una guerra di cui era all'oscuro ma alla quale, ormai, deve partecipare, volente o nolente. E tra una battaglia e l'altra imparerà sempre più cose sul suo potere, sulla sua storia e sulla sua personalità. Stringerà nuove amicizie e, forse, scoprirà anche l'amore.

Bene, indicativamente questa è una breve descrizione della saga, di cui ho letto il primo spin-off e i primi tre volumi:





I romanzi sono scritti in prima persona e la nostra Gwen è simpatica, ironica e con una particolare visione del mondo. La sua narrazione è accattivante e mi ha strappato parecchi sorrisi divertiti. 

"Bitch," she said. "That was my favorite dagger."
She had a favorite dagger? Seriously? And she thought that I was a freak.


Inoltre, una volta tanto, abbiamo un'eroina che è contenta del suo dono: non ne è spaventata a morte e non si fa mille e mille problemi su quanto sia moralmente giusto usare un potere che gli altri non hanno. Lei se ne frega e lo usa  ogni volta che può, guadagnandoci anche. E questo è un bel cambiamento rispetto alle solite eroine sommerse dai sensi di colpa che si lagnano ogni tre pagine perchè loro sono speciali ma non vorrebbero, non è giusto, il mondo è crudele e ce l'hanno tutti con lei...

Ho trovato molto originale la rivisitazione che l'autrice dà della mitologia: mischia la mitologia greca con quella germanica, e così il maggior opponente di Loki è Nike, anche se, ovviamente, non sono gli unici Dei a fare la loro comparsa. Originale è anche la personale interpretazione di Spartani (che ho davvero molto apprezzato), Amazzoni, Valchirie, Romani, Vichinghi e Zingari. Fra le pagine di questi libri i miti tornano a vivere in maniera originale e autentica e la serie rappresenta una bella novità.

Anche se l'eroina è simpatica e originale gli altri personaggi non lo sono altrettanto. Sono simpatici o interessanti ma niente di speciale: Logan Quinn (Logan freaking Quinn) è il bello e tenebroso, Daphne è l'amica e Carson il ragazzo dell'amica, non sono piatti ma nemmeno originali o troppo ben disegnati. Insomma, avrebbero potuto essere un pochino meglio. In più, non tanto originale è il rapporto tra Gwen e sua nonna, che ricorda molto quello tra Zoey e relativa nonna nella serie House of Night (Casa della Notte) di P.C. e Kristin Cast, ma se queste fossero le uniche pecche sarebbero anche quasi irrilevanti. 
Peccato che la Estep non abbia il dono della sintesi. Il primo spin-off si legge benissimo e pure il primo volume (soprattutto se non si è letto lo spin-off prima) ma più si va avanti e più le cose peggiorano: ogni volta che viene citato un avvenimento o un personaggio che compare in uno dei libri precedenti la scrittrice si perde in lunghissimi riassunti delle vicende precedenti, riassunti che vanno avanti, in alcuni casi, per una pagina intera, rendendo la lettura pesantuccia e parecchio noiosa, ed è davvero un peccato perchè la serie era partita bene ed era piena di potenzialità.

Quest'ultimo particolare è quello che mi ha fatto abbassare il voto della saga (ovviamente, per i volumi che ho letto) che se no sarebbe stato un pochino più alto: Gwen si fa davvero apprezzare e così pure la concezione mitologica del tutto personale dell'autrice.


Voto:

E voi conoscevate questa serie? O questa autrice? Vi ispira?

Buone letture
S.

2 commenti:

  1. Si *.* sembra carina...ma non so se reggerei a leggere tutti questi .ibri in inglese XD

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    1. Alla fine penso sia solo una questione di abitudine... :P Non sono troppo pesanti e nemmeno scritti in maniera incomprensibile, fortunatamente :)

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