domenica 25 gennaio 2015

RECENSIONE: THE MADMAN'S DAUGHTER

Buondì a tutti! E buona domenica! Finalmente sono riuscita a postarvi una recensione, evviva! Il libro di cui vi parlerò oggi mi incuriosiva particolarmente, anche se non sapevo bene cosa aspettarmi. Ma non vi anticipo nulla e passo direttamente alla recensione!

TITOLO: The Madman's Daughter

AUTRICE: Megan Shepherd

PAGINE: 420

EDITORE: Balzer + Bray

SULL'AUTRICE: Megan Shepherd è cresciuta tra le montagne del North Carolina, dietro al bancone della libreria indipendente dei suoi genitori. Le sue passioni sono sempre state i viaggi e le altre culture, così ha seguito i corsi di Studi Internazionali e Lingue straniere. Si è unita ai Corpi di Pace ed è stata in Senegal per due anni, insegnando educazione ambientale ai bambini. E' diventata scrittrice solo in seguito, quando una sua conoscenza, leggendo il blog che Megan teneva mentre era con i Corpi di Pace, le disse che scriveva bene e che sarebbe potuta diventare una vera scrittrice. Iniziò a scrivere articoli e storie per bambini, ed è poi passata a scrivere young adults.

TRAMA (velocemente tradotta da me): La sedicenne Juliet Moreau si è costruita una vita a Londra: lavora come ragazza delle pulizie, va a messa la domenica e cerca di non pensare allo scandalo che le ha rovinato la vita. Dopotutto, nessuno ha mai provato che le voci sui terribili esperimenti di suo padre fossero vere. Ma quando Juliet scopre che suo padre è vivo e sta continuando il suo lavoro in una remota isola del Pacifico, diventa determinata a scoprire se le accuse sono vere o no.
Accompagnata dal giovane assistente di suo padre, Montgomery, e da un naufrago misterioso, Edward, dai quali è incredibilmente attratta, Juliet viaggia fino all'isola, solo per scoprire la profondità della follia di suo padre: ha condotto esperimenti sugli animali, fino a quando non è riuscito a creare esseri che sembrano, parlano e si comportano come umani. E peggio ancora, una di queste creature si è ribellata e sta uccidendo gli abitanti dell'isola. 
Divisa tra l'orrore e la curiosità scientifica, Juliet sa di dover porre fine agli esperimenti di suo padre e fuggire dall'isola prima che sia troppo tardi. Eppure, mentre l'isola intera precipita nel caos, lei riscopre il genio e la follia di suo padre nel suo stesso sangue.

Ed ora tocca a me!
Come sempre è difficile iniziare... decidere cosa dirvi e in che ordine. Questa volta partirò dalla fine: questo libro mi ha deluso.
Non è stata una brutta lettura e sicuramente leggerò il secondo libro, anche se con la dovuta calma, perché sono curiosa e perché in fondo è stata una lettura interessante, ma è stata comunque, e soprattutto, una lettura deludente.

La storia raccontata è interessante, intrigante e originale (anche se è ispirato al classico di Wells The Island of D.r Moreau, che non conoscevo. Lacuna a cui ho intenzione di rimediare) e fornisce un sacco di spunti di riflessione, che meritano di essere approfonditi e che, nel corso della narrazione, vengono ampiamente sviluppati.

L'ambientazione è ben sviluppata e l'atmosfera generale riesce ad essere inquietante.

Insomma, sembrerebbe che tutte le promesse siano state mantenute: ci immergiamo pian piano in un mondo che è il nostro, ma che è al contempo inquietante e spaventoso. Ma non solo, è un libro che ci spinge a riflettere, a porci domande che a volte sono scomode, e di cui, a volte, forse non vorremmo conoscere le risposte.

Seguiamo la storia della protagonista che da ragazza abbandonata e senza quasi più speranze in una cupa Londra decide di attraversare i mari per poter finalmente scoprire la verità: la verità su suo padre, che lei credeva morto e che invece è in esilio dopo uno scandalo che ha sconvolto tutta Londra, la verità su cosa sia veramente successo e, cosa ancora più importante, la verità su se stessa.
Il suo viaggio la porterà su un'isola sperduta e dimenticata da Dio e dagli uomini, e man mano che la storia procede le tinte si fanno sempre più scure, più cupe, tutto risulta indefinito ed inquietante e anche la protagonista, dapprima semplice ragazzina abbandonata da tutto e tutti con un disperato bisogno di sapere la verità, si approfondisce, diventa più completa, più umana e anche le sue ombre si approfondiscono.
Un pregio di questa scrittrice è che il conturbante le riesce benissimo: non solo le atmosfere, le vicende, l'ambientazione, ma anche i personaggi hanno il loro ruolo, nel fornire quest'aura di incertezza, di ansia e d'inquietudine che ci avvolge durante la lettura. Ogni personaggio ha la sua luce, ma ha anche le sue ombre, che sono tratteggiate benissimo.

“Dead flesh and sharpened scalpels didn't bother me. I was my father's daughter, after all. My nightmares were made of darker things."

E la storia... beh, la storia procede con il suo ritmo, che è quello giusto: non va troppo veloce, non affretta le cose, e non va troppo lenta, perdendosi in divagazioni inutili (anche se a volte se ne può avere l'impressione) e nel frattempo riesce a sollevare degli interrogativi che sono, se possibile, più inquietanti della storia stessa, perché sono lì per farci davvero riflettere, per farci interrogare, sono argomenti attuali e senza tempo che ci toccano nel profondo e che contribuiscono splendidamente all'atmosfera generale del racconto.
Va detto che è un libro a tratti crudo, proprio per via di questi interrogativi: la sete di conoscenza, l'amore per la scienza, le sfide che questa ci pone, ma anche la sua moralità, cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Esiste un confine? E se sì, allora qual è? Chi lo ha stabilito? Chi decide chi può decidere? Cosa è crudeltà e cosa no? Fino a dove è possibile spingersi?

I rested my forehead against the wall and closed my eyes. It wasn’t just my curiosity, or my fascination with anatomy, or how I could unhesitatingly chop a rabbit’s head off with an ax when a roomful of boys couldn’t. Those things were all symptoms of the same sickness - a kind of madness inherited from my father. It was a dangerous pull in my gut drawing me toward the dark possibilities of science, toward the thin line between life and death, toward the animal impulses hidden behind a corset and a smile.

Gli interrogativi sono questi, ma il nodo centrale della questione, o meglio, uno dei nodi centrali, è quello della vivisezione, quindi mi sento in dovere di avvisarvi: in certi tratti è crudo, è una lettura che fa male, che tocca nel profondo.

Però fino a qua tutto sembrerebbe andare bene, no? Anzi, potrei perfino dire che, per certi versi l'autrice è stata magistrale. Ma... c'è un grosso, grossissimo MA! Ed è che, per quanto l'atmosfera sia genialmente riuscita e tutto scorra, in realtà la storia non funziona. 
Probabilmente ci si potrebbe passare sopra, ma per tutta la lettura non sono riuscita a scrollar via dalla mia mente il pensiero che "non funziona, così proprio non funziona!", ed è pressoché impossibile continuare a godersi una lettura se la vocina nella tua testa non ti dà pace. Il problema è che la protagonista dovrebbe porsi alcune domandine essenziali, che verrebbero in mente a chiunque nella sua situazione (e non sto parlando delle domande esistenziali, ma di domande terra terra che chiunque, e intendo proprio chiunque, dotato di un minimo di cervello si porrebbe al suo posto) ma che lei non può porsi perché... beh, perché se no i colpi di scena andrebbero a farsi benedire e il libro si accorcerebbe drasticamente.
Insomma, capisco che non si può spiegare tutto subito, ma le domande che la protagonista non si pone (e che invece dovrebbe, benedetta ragazza!) sono domande troppo elementari e lampanti perché lei non se le ponga! La cosa è troppo forzata, finta, come lo sono alcuni particolari, che invece che incastrarsi uno nell'altro come rotelle ben oliate di un unico meccanismo, stridono fastidiosamente.

E' un peccato perché il libro ha davvero un sacco di potenziale (che ho realizzato principalmente mentre scrivevo questa recensione, perché il mio piacere per la lettura è stato abbondantemente ridotto da questi problemi) ma alla fine il libro mi ha deluso.
Non è che lo sconsigli completamente, perché tutto sommato è carino, ma decisamente non è un capolavoro.


Voto:

E voi cosa ne pensate? L'avete letto? O vorreste leggerlo?
Buone letture e buona domenica!
S.

16 commenti:

  1. Wow effettivamente sembra fighissimo e mi hai intrigato.. Ma so già che quel tuo grande "ma" sarebbe anche il mio... Cioè partire i già con l'idea "mi deluderà" :(
    Magari se il secondo risulterà super mega fantastico ci farò un pensiero!!

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    1. E' un peccato perché il potenziale c'è tutto... solo che la protagonista con le fette di prosciutto con gli occhi rovina tutto l'insieme! :)
      Quando riuscirò a leggerlo ti dirò qualcosa di più preciso :)

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  2. Caspita, l'inizio della tua recensione mi aveva fatto subito ben sperare... e invece, che peccato!! :(
    Ti dirò, penso che continuerò a farci un pensierino, però: la trama in fondo mi ispira, e poi c'è ancora il secondo capitolo della serie, per scoprire il resto delle carte in tavola... ;D

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    1. Come lettura merita, perché è intrigante e interessante :) però è un peccato che la storia scricchioli così, perché il potenziale c'era tutto :(
      E il problema non sono le carte in tavola, che alla fine vengono comunque svelate alla fine del libro, il punto è che dovevano essere svelate molto prima, perché così si ha l'impressione che la protagonista, che in teoria dovrebbe essere intelligente e sveglia, abbia in realtà un paraocchi enorme e che non se ne accorga...
      Ma ovviamente spero che con il secondo capitolo tutto vada meglio :)

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  3. È odioso quando una trama interessante si azzoppa perchè può funzionare solo se la/il protagonista non si pone domande elementari :(
    Comunque ora voglio recuperare l'originale di Wells :Q____ magari si trova anche in italiano *^*

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    1. Verissimo!!!!! :(
      L'originale ispira anche me e so che l'hanno tradotto, ma non garantisco sulla reperibilità della traduzione! :P

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  4. ciao! questo libro mi ispirava davvero tanto, peccato!! comunque ottima recensione! forse tra un po' di tempo lo leggeró anche io chissá...
    un abbraccio cara <3

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    1. Ciao! :) Grazie! *__*
      Il libro non è male, è carino ed è un peccato che la storia scricchioli. Spero che a te piaccia di più :)

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  5. Questa recensione capita proprio al momento giusto! volevo acquistare questo romanzo, ma avevo qualche incertezza... sinceramente non ho mai letto il romanzo di Wells, però vorrei recuperarlo...
    Non sopporto quando accade che i personaggi non si pongono delle domande più che ovvie e scontate - anche perché toglie un po' l'impressione di "immedesimazione" nella storia - ... -__-'

    Non ti nascondo però che il romanzo continua ad incuriosirmi, magari gli darò una chance, tenendo sicuramente conto di quello che hai scritto nella tua recensione! :D

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    1. Oh, sono contenta di essere utile ;) Quello di Wells non lo conoscevo, ma ora sono davvero curiosa :) E per il senso di "immedesimazione" hai ragione ed è un vero peccato :(
      Il libro però è carino e un'occasione se la merita :) spero che a te piaccia più di quanto è piaciuto a me :)

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  6. Aspettavo questa recensione! Il romanzo continua ad incuriosirmi, perché ha trama davvero particolare, però capisco perfettamente quello che vuoi dire, la sensazione di avere quella vocina nella testa che ti fa trovare tutti i difetti possibili e immaginabili, e non ti fa godere la lettura. Poi magari ci ripensi e ti rendi conto che non è stata proprio una lettura orribile, però mentre leggevi, proprio non l'hai apprezzata. Anche a me succede a volte, più di quante vorrei in effetti :/ Comunque almeno per una volta aspetterò ad acquistare un libro a scatola chiusa! Scala di un po' di posti nella wishlist, e non mi dispiace per niente ahaha :D

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    1. Le vocine sono dannifiche! :P Però alla fin fine devo ammettere che come lettura è carina e un'occasione se la merita, anche se, purtroppo, non è un capolavoro... spero che, quando lo leggerai, la tua vocina non ti dia il tormento! :)

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  7. Mi dispiace che ti abbia deluso, capisco quello che vuoi dire.. è brutto quando capita così :(
    Comunque non lo conoscevo ma indubbiamente è interessante.. anche se forse un pò troppo crudo per i miei gusti ;)

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    1. Ed è un peccato perché, se no, sarebbe stata una lettura davvero piacevole e interessante!
      Io lo conoscevo, ma non mi ero particolarmente informata prima di leggerlo...e devo ammettere che si è rivelato molto interessante, però sì, in certi punti è un po' crudo (non è niente di eclatante e, ad esempio, non è ai livelli di Battle Royale (non so se ce l'hai presente) però diciamo che può impressionare )

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  8. Ho letto la trama e mi ha intrigata. Ho letto la recensione e ho deciso che aspetterò il tuo parere sul secondo. XD
    Prometteva bene, si vede anche da come ne parli, però quel "ma" è un gran bel MA, non ci si può passare sopra. Per questo sebbene mi incuriosisca, aspetterò che tu legga anche il seguito. u.u
    E intanto recupero L'isola del Dr. Moreau, che mi ispira.

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    1. Tra l'altro ho scoperto che ogni volume della trilogia (perché dovrebbe essere una trilogia, sempre che l'autrice non cambi idea all'improvviso!) è un retelling di un qualche classico... il terzo, che dovrebbe uscire a giorni (o che dovrebbe essere appena uscito) è il retelling di Frankenstein. Sinceramente la cosa mi incuriosisce parecchio ed è un incentivo a continuare la storia...
      sperando che questo MA sia solo del primo libro e che negli altri si riprenda, perché le potenzialità ci sono tutte!

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