venerdì 1 marzo 2019

RECENSIONE: BIANCO LETALE

Buongiorno mondo! Siete pronti per il week-end? Io, tanto per cambiare, lavorerò, ma sapete che vi dico? Chi se ne frega! In compenso sono qui, finalmente, per parlarvi di uno dei migliori libri che ho letto quest'anno, perciò vengo subito al dunque!

TITOLO: Bianco Letale
SERIE: Cormoran Strike #4

TRAMA: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. 
E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…
Finora il romanzo più epico di Robert Galbraith, Bianco letale è un nuovo capitolo dell’appassionante storia di Cormoran Strike e Robin Ellacott, ancora insieme in un thriller mozzafiato.   

Dopo aver letto il terzo libro avevo veramente bisogno di leggere questo seguito, perché e che caspita! Ma vi pare un finale, quello? Ma no! Assolutamente no! Quella è crudelta dura e pura! E la Rowling bistratta noi poveri lettori, che pendiamo dalle sue labbra!
Deliri a parte, questo libro era una delle nuove uscite che più attendevo, non vedevo l'ora di averlo tra le mie mani e, infatti, una volta portato a casa l'ho iniziato quasi subito, che è una cosa davvero rara. E posso felicemente dire che si è rivelato all'altezza delle mie aspettative, non è una cosa meravigliosa?

Tendenzialmente sono d'accordo con la maggior parte dei lettori, nel sostenere che più la serie prosegue e più l'autrice ci prende la mano con la parte più propriamente thriller (o mystery) e le storie diventano più interessanti e coinvolgenti. I libri della serie mi sono piaciuti tutti, anche per i casi che i nostri protagonisti si sono trovati ad investigare, ma con quest'ultimo libro la Rowling si è superata! Cormoran e Robin si trovano coinvolti in diverse indagini, che sono collegate anche se non riescono a trovare il filo conduttore, ed ogni nuovo indizio trovato, anziché fornire risposte, solleva ancor più domande. E' un gioco di incastri che ha radici nel passato e che si dipana in maniera imprevista, più e più volte, e la soluzione per me è stata una sorpresa, non me l'aspettavo, mi ha colto di sorpresa e ne sono stata molto contenta.

Il libro è decisamente cicciottello, questo è vero, ma vi assicuro che scorre che è una meraviglia. La storia è intrigante e piena di svolte, è difficile annoiarsi mentre seguiamo Corm e Robin nelle loro indagini. E non è solo la storia a scorrere veloce (aiutata ovviamente da uno stile molto fluido), ma è l'ambientazione molto British che l'autrice riesce a riprodurre fedelmente e i personaggi che mette in scena, che costruiscono un racconto unico e coeso, che ci scorre davanti senza intoppi e da cui è davvero difficile staccarsi. Tanto per rendervi un'idea, arrivata a circa 300 pagine dalla fine mi sono accorta che non avrei finito il libro quella sera, così ho stressato una santa blogger perché mi facesse un piccolo piccolo spoiler e mi permettesse di mettermi l'anima in pace almeno per la serata (grazie, Federica!!!!!) e ho chiuso il libro. Per poi andare ad aprirlo un'ora dopo ed ignorare bellamente i richiami del letto, perché dovevo assolutamente finirlo!
Piccoli episodi di follia a parte, devo ancora almeno accennare ai personaggi. Non solo Cormoran e Robin (a loro ci arriveremo a breve, non preoccupatevi!) ma tutta la galleria di personaggi secondari che ruota attorno a loro. Sono tutti caratterizzati benissimo, non sono semplicemente figure bidimensionali sullo sfondo, ma hanno carattare e hanno una loro voce. Mi sono particolarmente affezionata a Billy, e la sua parte della storia è quella che, ad essere sincera, mi ha appassionata di più. Il mistero da risolvere per me era quello legato a lui, tutto il resto era secondario (anche se, in teoria, dovrebbe essere il contrario). Unica pecca? Mi sarebbe piaciuto vedere ancora Shanker. Nel libro precedente mi era piaciuto tantissimo e speravo di vederlo ancora. Spero che torni nel prossimo libro!!!!!!

E quindi, finalmente, possiamo venire a Corm e Robin. Come coppia mi piacciono tantissimo, e non mi riferisco solo al fatto che, ovviamente, non mi dispiacerebbe per niente vederli come una coppia in senso romantico, ma intendo proprio come coppia di colleghi/collaboratori/investigatori. Hanno un'intesa che mi piace tantissimo. Ed è per questo motivo che, a tratti, li avrei voluti scrollare perché se quei due si fossero parlati avremmo evitato un sacco di angosce, soprattutto per Robin, che non aveva certo bisogno di aggiungere altra carne al fuoco della sua ansia. Però se si fosse decisa a parlare in maniera onesta con Corm si sarebbe evitata parecchi patemi d'animo. 
Perché in questo libro Robin non se la passa proprio benissimo. E qua esce anche quello che per me è un po' il punto dolente della serie: mi è sembrato che la Rowling decidesse di far diventare Robin la sua "causa sociale" e non è che sia una cosa sbagliata, è anche ammirevole, per carità, però diciamo che già di per sé è un libro molto pieno, sotto tutti i punti di vista, quindi se voleva ergersi a paladina dei diritti delle donne, secondo me, sarebbe stato più sensato farlo in un libro a parte, magari con un altro personaggio. Mi è sembrato un pochino... non saprei... forzato, forse?
Perché l'idea di base è importante e mi piace l'idea di darle più visibilità, perché in pratica l'autrice ci fa vedere che non esiste un tipo solo di violenza domestica e che chiunque può ritrovarsi invischiato in una relazione disfunzionale da cui non è così semplice uscire. In fondo Robin non è il classico tipo associato all'idea comune (e sbagliata) di vittima: è una donna in carriera, determinata, indipendente, grintosa che però, vuoi per orgoglio (e questo però è un motivo veramente stupido per rovinarsi la vita, anche se decisamente reale) e vuoi perché si sente incastrata in una situazione in cui non le è rimasto nient'altro, si ritrova in una relazione disfunzionale nel ruolo di vittima. Perché Matt in questo caso è un marito abusante, se chiamiamo le cose con il loro nome.
Però, per quanto trovi buona e giusta la causa, avrei apprezzato molto di più se l'avesse sviluppata in un altro contesto, perché nel libro non ce n'era l'esigenza, c'è veramente tantissima carne al fuoco in queste pagine e la cosa a me è sembrata, come dicevo prima, un pochino forzata. E mi ha irritato durante la lettura.

Ovviamente è un dettaglio, tipo un sassolino nella scarpa, ma la lettura è stata meravigliosa e non mi sono accorta di aver divorato quasi 800 pagine, perché, credetemi, non si sentono proprio!


Voto: e mezzo!

Bene, direi che questo è tutto! E voi che mi dite? Cosa ne pensate di questo libro? O di questa serie?
Buone letture!
S. 

13 commenti:

  1. Pure io non ho trovato difetti nei precendenti libri a livello di thriller, erano ben fatti e li ho amati tutti! Certo qui la parte thriller è più corposa e si incastra meglio con le vite di S e R! Però è tutto bellissimo e scorre bene *_*
    Vogliamo il 5!!!

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  2. Non posso parlare di questo libro perché non l'ho ancora letto, però mi sento già di concordare sulla parte relativa a Matt e Robin: lui non è tanto la rappresentazione di un uomo orribile quanto un personaggio scritto in maniera atroce, fatto apposta per essere odiato. È la Umbridge ma senza quella scintilla in più che la rendeva iconica.

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    1. Il paragone con la Umbridge è azzeccato!!

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    2. Mi trovo d'accordo con Katerina. Non piace nemmeno a me il modo in cui è caratterizzato Matt e questa cosa l'ho trovata fastidiosissima nel terzo. In Bianco Letale l'ho detestato e basta XD

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    3. Io non faccio testo perché lo detesto dal primo libro, a prescindere!

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  3. Anche io ho adorato questo quarto romanzo, non vedo l'ora che esca il prossimo!

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  4. Felice che ti sia piaciuto! Adesso il tuo pensiero su Robin l'ho compreso meglio e immagino che tu non abbia tutti i torti, però a me ha dato leggermente fastidio solo nel terzo volume perché sembrava una cosa buttata lì. In questo volume invece ho trovato il tutto molto equilibrato e ben gestito!

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    1. Sì, effettivamente le spiegazioni non sono il mio forte! ;)

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  5. prima o poi la inizio questa serie, promesso!

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