giovedì 31 marzo 2016

THE ROAD TO HELL IS PAVED WITH... RETELLINGS! RECAP #3

E anche marzo è volato! Dopo averci seppelliti di neve, sembra finalmente essere arrivata la primavera, evviva! E, siccome siamo arrivati a fine mese, è arrivata anche l'ora del recap per la challenge!

Potete commentare questo post in questo modo:

1) Inserite il titolo del libro letto e l'autore
2) Specificate per quale casella l'avete usato
3) mettete il link alla vostra recensione (sul vostro blog, su goodreads, su anobii, ecc..) oppure scrivetela direttamente qua.

In caso di più libri potete ripetere da capo o creare un nuovo commento con lo stesso schema. Come vi viene più comodo!

Vi lascio la classifica di febbraio:
Rosita Alfieri - 16
Sophie - 13
Rosa - 9
Alexis Kami - 9
Avid Reader - 8
Giusy - 8
Valy P. - 7
Arianna Lan - 6
Arya M. - 4
Charlie - 4
Alenixedda - 2
Gaia - 2
Steph - 2
Elsa Poppy - 2

Spero di non essermi dimenticata nessuno! :) E vi lascio un paio di precisazioni: nel mese di dicembre avrete un termine per postare i vostri libri e le vostre recensioni (ve lo ricorderò anche nella mail e più avanti) in modo che possa tirare le somme della challenge alla sua conclusione, ma per il resto dei mesi potete fare con calma (ecco, magari non mi postate il commento con i libri letti a marzo il 26 di aprile se potete, ma non importa se non mi postate subito i libri, fate pure con calma :) ).
Se il libro l'avete letto a febbraio ma la recensione me la postate a marzo il libro conta uguale e potete scegliere voi come fare: me lo inserite nel recap di febbraio con la recensione (ovviamente dovete aver postato la recensione da qualche parte) segnalandomelo anche in ritardo, o potete metterlo direttamente nel mese di marzo, non fa differenza. 
Con le spiegazioni mi perdo sempre un po', quindi... si capisce quello che volevo spiegarvi?


Potete trovare il post con le task qua e il post per l'iscrizione qui. Dovrebbe esservi arrivata anche la mail. Se non vi fosse arrivata fatemelo sapere e vedrò di sistemare le cose! 
Per ogni domanda, dubbio, consiglio sono a vostra disposizione!
Buone letture!
S.

mercoledì 30 marzo 2016

WWW...WEDNESDAY#10

Buongiorno a tutti! Mamma mia, marzo è già quasi finito (e non mi sono proprio accorta che sia passato!) quindi a breve sarà il momento di tutti quei post di recap, ma oggi è mercoledì quindi accantono il pensiero degli altri post e vi parlo delle mie letture con questa simpatica rubrica!

La rubrica WWW... Wednesday è ideata dal blog Should be reading.

1)What are you currently reading?
2)What did you recently finish reading?
3)What do you think you'll read next?

What are you currently reading?



 Al momento sto leggendo Snow White Sorrow di Cameron Jace, che dopo aver soggiornato per anni nei miei scaffali è riuscito a passare in lettura. Tutto merito della sfida di lettura LPS. Sinceramente mi aspettavo qualcosina di più da questo autore, ma il libro non è male. In realtà mi manca davvero poco a finirlo, e spero di riuscire a parlarvene presto. E poi ho iniziato, finalmente, L'assassino. Il ritorno di Robin Hobb. So già che soffrirò terribilmente, anche se è ancora presto per dire qualcosa, ma sono felicissima di averlo iniziato!

 What did you recently finish reading?



Invece ho da poco terminato Die Love Rise di Rosa Campanile (e, strano ma vero, ho anche già scritto la recensione, faccio fatica a crederci!). Ci sono poi Zona di Mathias Enard, libro davvero particolare e impegnativo che, però, mi è piaciuto molto. E Red Queen di Victoria Aveyard. Sinceramente non è brutto come temevo, ma non mi è piaciuto comunque.

What do you think you'll read next?



La mia prossima lettura sarà una di quelle per la ibc e la mia scelta è ricaduta su A spasso con Bob di James Bowen. La copertina è adorabile e spero che lo sia anche il libro!



E voi cosa state leggendo? Cosa leggerete dopo? E cosa avete appena finito di leggere? Fatemi sapere! E se volete lasciarmi il link al vostro www passerò a curiosare sicuramente! 


Buone letture!

S.

martedì 29 marzo 2016

RECENSIONE: DIE LOVE RISE

Buongiorno a tutti! Come state? Avete passato una buona Pasqua? Io mi sono ridotta ad un uovo, credo che potrei rotolare e penso che quest'anno Pasqua sia stata più devastante di Natale. Detto questo oggi voglio parlarvi di uno degli ultimi libri che ho letto. Mi ha conquistato fin dalle prime righe (e mi ha fatto stare alzata nonostante sonno e mal di testa!).

TITOLO: Die Love Rise

AUTRICE: Rosa Campanile

TRAMA: In un futuro non molto lontano, la popolazione umana è stata decimata dal virus AD7E0-i che ha trasformato gli uomini in mutanti affamati di carne e sangue. Per i pochi fortunati scampati al contagio iniziale, il mondo è diventato un luogo pericoloso in cui sopravvivere a stento. 
Lo sa bene Sophie Warden, che negli ultimi due anni ha fatto tutto ciò che era necessario per proteggere se stessa e sua sorella Leery. La voce che a Leons Town ci sia un Centro di Soccorso e Raccolta ancora operativo rappresenta la loro ultima chance di trovare un rifugio sicuro diverso dalla strada. Nonostante le perplessità che si tratti solo di una diceria, Sophie e Leery, in compagnia di un esiguo gruppo di sopravvissuti, raggiungono la struttura. Ma le cose non andranno come pianificate e la minaccia dei mutanti si rivelerà più letale e insidiosa di prima.

Clive Hudson non è più l'uomo di un tempo. Dopo aver perso coloro che amava, Clive ha deciso di allontanare tutto e tutti, scegliendo la morte come unica compagnia. Se per dispensarla agli infetti o per trovarla lui stesso, non fa più alcuna differenza per la sua anima tormentata da un doloroso passato. L'incontro con Sophie, però, smuoverà qualcosa nel profondo del suo essere.

Due anime simili, entrambe a un solo passo dalla condanna eterna o da un’insperata salvezza. Perché non tutto il buono del mondo è andato perduto. Forse, nonostante il dolore e la morte, si può ancora amare ed essere amati. Anche al tempo dell'invasione mutante.

Con questa recensione ho un po' l'ansia da prestazione, vorrei riuscire a rendere giustizia al libro ma non sono sicura di riuscire a dargli una forma sensata. Quindi portate pazienza e apprezzate l'impegno, per favore :P

Posso tranquillamente iniziare dicendovi che è un libro che mi è piaciuto molto. Ha un sacco di note positive (e non temete, ve le elencherò prestissimo tutte quante!) ma la cosa che mi ha colpito fin da subito e che più mi è piaciuta è proprio lo stile di Rosa. E' accattivante, dice il necessario senza usare troppe parole o perdersi nei dettagli. E' quasi asciutto in certe parti e fin dalla prima riga dell'introduzione/prologo è riuscito a catturare il mio interesse. Complimenti!

Altre note positive sono l'ambientazione e la storia. Il mondo creato dall'autrice è ben strutturato, non ci sono punti ciechi o cose che non tornano e la storia è uno spaccato di vita all'interno di un mondo post-apocalittico. I nostri eroi non cercano di salvare il mondo ma solo loro stessi e la loro comunità, ed è una cosa rinfrescante. Certo, volendo ci sono le fondamenta per salvare anche il mondo, se l'autrice decidesse di scrivere altri libri con gli stessi personaggi, anche se, sinceramente, spero che non lo faccia. Trovo che questa storia sia perfetta così com'è.
E poi ci sono i personaggi. Sophie è un'eroina che mi è piaciuta molto, è una vera kick-ass  e non una lagna, urrà! E' una guerriera fatta e finita, con un caratterino niente male! E pure Clive non è da buttare, anzi! (Cara Rosa, nel caso decidessi di disfartene, sappi che io mi offro volontaria per adottarlo!). E non possiamo dimenticarci di Joe, che è un altro personaggio fatto molto bene e difficile da dimenticare. Insomma, mi sono piaciuti tutti quanti!

Ci sono poi altre "piccole" cose che fanno da contorno e che ho apprezzato tantissimo: l'edizione è curata! Ed è una vera gioia, perché non è una cosa così scontata. E all'inizio di ogni capitolo ci sono dei versi tratti dalle canzoni che costituiscono una playlist (playlist veramente adatta alla lettura e playlist che ha aiutato l'autrice durante la sua fase creativa). E' una piccola cosa rispetto all'economia del romanzo, ma mi è piaciuta moltissimo. Mi piace sempre trovare delle citazioni ad inizio capitolo e quelle scelte dall'autrice sono particolarmente calzanti per la storia che si svolgerà nelle pagine seguenti, quasi fossero un riassunto del capitolo, in un certo senso. E' una cosa degna di nota e che ho apprezzato tantissimo.

Inoltre, se il libro vi incuriosisce, sappiate che poco tempo fa si è concluso il blog tour a lui dedicato, che vi consiglierei caldamente di recuperare se volete farvi un'idea più precisa del libro, dei suoi personaggi o della playlist.
E' un libro che mi è piaciuto davvero tantissimo (tanto che per ben due sere di seguito ha tardato il mio tanto atteso ricongiungimento con il letto!!!!!!) e che spero riceva una maggiore attenzione!

Voto:e mezzo.

E voi cosa ne dite? Vi incuriosisce? Fatemi sapere!
Buone letture!
S.


venerdì 25 marzo 2016

RECENSIONE: SEVARA - DAWN OF HOPE

Buongiorno a tutti! Come state? Oggi finalmente riesco a scrivere una delle mille mila recensioni che ho in arretrato, evviva me! Il libro di cui vi parlerò oggi l'ho vinto grazie ad un give-away organizzato tramite GoodReads e l'autore è stato così gentile da spedirmelo dall'America (*_*) con tanto di carte con i personaggi del libro. E' stato davvero molto carino.

TITOLO: Sevara - Dawn of Hope

AUTORE: Damian Wampler

TRAMA (velocemente tradotta da me): Quando la quindicenne Sevara rifiuta di sposarsi viene buttata fuori dall'orfanotrofio e lasciata da sola per le strade di Plexus. E lei non dura molto nel mondo di fuori. Fortunatamente qualcuno la stava tenendo d'occhio. Un mutaforma immortale donerà a Sevara una seconda possibilità, e una serie non indifferente di poteri. Ma quando Sevara inizia una relazione con l'uomo che avrebbe dovuto sposare, si ritrova davanti ad una scelta davvero ardua: difendere la città o salvare l'unico uomo che abbia mai amato? Questo è l'inizio di una fantastica avventura che attraverserà i secoli. 

Se devo essere sincera la trama non rende molta giustizia al libro. Intanto non ci sono cenni all'ambientazione, quindi non sappiamo bene cosa aspettarci. Ma niente paura, ve lo dico io! L'autore crea un mondo distopico e misogino (non tanto caratterizzato dall'odio per le donne quanto dal considerarle oggetti da collezionare con l'unico scopo di avere figli. Non si tratta di odio perché praticamente non le vedono come persone). Non è un world building perfetto o super originale, ma ha i suoi meriti. 
Personalmente le ambientazioni distopiche non mi fanno impazzire e, per me, hanno tutte un qualcosa di già visto che non mi entusiasma particolarmente. Eppure ogni libro ha le sue caratteristiche, le sue parti originali, e questo non fa eccezione.

E poi ci sono i personaggi. Sevara è un personaggio degno di nota, penso che sia la cosa meglio riuscita all'autore. E' un'idealista e una pura di cuore. E anche se può sembrare che sia ingenua, soprattutto in un mondo che è corrotto fin nella radice, in realtà è una ventata di aria fresca. Tutto quello che fa lo fa perché secondo lei è la cosa giusta da fare. Si lascia guidare dal suo cuore e, anche se può sembrare una cosa sdolcinata da dire, in realtà è una cosa molto carina ed è anche una ventata di aria fresca. La prima parte del libro è incentrata su di lei, sulla sua vita in orfanotrofio e i suoi primi passi fuori da quel sistema chiuso che, fino a poco prima, era stato tutto il suo mondo. Ed è anche la parte che mi è piaciuta di più.
La seconda parte invece è concentrata sulla guerra, perché si tratta di un mondo in guerra dove nessuno viene risparmiato. E l'autore prende il "dove nessuno viene risparmiato" molto seriamente. Sinceramente da qui in avanti il mio interesse si è un pochino spento. Non è una parte noiosa, e non è neanche brutta o mal fatta, semplicemente la prima parte mi aveva incantata e incuriosita. Facevo fatica a staccarmi dalle pagine, mentre con la guerra una parte del mio interesse è scemato un pochino.
E la terza parte, quella in cui, come si suol dire, tutti i nodi vengono al pettine non mi ha appassionato particolarmente e non mi ha soddisfatta del tutto. E' la parte in cui giocano un ruolo molto più importante i personaggi raffigurati sulla copertina: esseri mutaforma, antichi, potenti, che però non si capisce bene cosa siano. Ed è anche la parte in cui tutti i sotterfugi, tutti gli schieramenti e i giochi di potere vengono fuori.
Ed è la parte che tra tutte mi è piaciuta meno. Però non è una brutta lettura. Al contrario sono stata davvero molto contenta di averlo letto e Sevara è una protagonista che non dimenticherò molto presto.

Una piccola postilla, perché sono molto pignola: nella seconda metà del libro l'edizione è un po' meno curata, ci sono diversi refusi. E ha un formato strano: è un pochino più "alto" di un libro normale e quindi è come se fosse più spesso di quello che sembra.

Detto questo posso dirvi che è stata una lettura piacevole ed interessante, anche se non mi sono sempre trovata d'accordo con le scelte dell'autore.

Voto: e mezzo

Che ne dite? Vi ho incuriositi? Vi ispira?
Buone letture!
S.

mercoledì 23 marzo 2016

WWW...WEDNESDAY#9

Buongiorno a tutti! Come state? Come procedono le vostre letture? Le mie bene, anche se al momento mi sono un attimo impantanata. Ma spero di riuscire a sbrogliarmi presto!

La rubrica WWW... Wednesday è ideata dal blog Should be reading.

1)What are you currently reading?
2)What did you recently finish reading?
3)What do you think you'll read next?

What are you currently reading?



Al momento ho ben tre libri in lettura e sono tutti e tre abbastanza impegnativi, anche se per motivi diversi, quindi sono un po' impantanata perché non riesco a vedere la fine del tunnel nelle immediate vicinanze. Ma non posso certo lamentarmi! Io a Calvino un po' ci voglio bene, ve lo devo confessare, e il primo saggio di Perché leggere i classici è qualcosa di veramente stupendo! Penso sia alla stessa altezza del decalogo del lettore di Pennac. Io Calvino l'avrei voluto avere come professore alle superiori. Poi c'è Zona di Mathias Enard. Lo sto leggendo sia per la bookopoly che per la IBC, come un libro che parli di un viaggio. E' accattivante e ipnotico, ma è scritto a flusso di coscienza, almeno per il momento. La punteggiatura così abusata mi fa piangere! Ma il libro merita.
E poi c'è Red Queen di Victoria Aveyard. Sinceramente credevo peggio, ma speravo in meglio. Non sono ancora arrivata a metà, ma è un libro piuttosto lento che non si distingue per originalità. Detto questo non è nemmeno un disastro.

 What did you recently finish reading?



Alex di Pierre Lemaitre è la prova che questo autore non fa per me. Ho già letto (e pure da poco) il primo libro di questa serie e non mi era piaciuto. Sono entrambi thriller interessanti e ben fatti, almeno sotto certi aspetti, ma lo stile dell'autore proprio non riesce ad appassionarmi. Anzi, mi annoia terribilmente. Degli altri due libri invece sono molto soddisfatta perché erano titoli che hanno soggiornato parecchio nelle mie wish list: Cento Poesie d'Amore a Ladyhawke di Michele Mari è stato nella wish list anobii per un'eternità. Sono contenta di essere riuscito a leggerlo, ma mi aspettavo qualcosina di più. E' un bel libro e l'idea di base l'ho trovata quasi geniale, quindi è un libro che comunque consiglierei (se siete in vena di leggere poesia, ovviamente!) ma mi aspettavo qualcosina di diverso. E poi c'è Ravenous di Sharon Ashwood. Mi è piaciuto davvero molto! Spero di leggere i seguiti presto!


E poi c'è La fattoria degli animali di George Orwell. Ero un po' spaventata da questo autore, ma il libro mi è davvero piaciuto moltissimo!

What do you think you'll read next?



Ho vinto una copia dell'ebook partecipando al blog tour per il nuovo libro di Rosa (evviva, evviva, evviva! *_*) e quindi, anche se avrei altri libri da leggere e recensire ho deciso di dare la precedenza a questo!


E voi cosa state leggendo? Cosa leggerete dopo? E cosa avete appena finito di leggere? Fatemi sapere! E se volete lasciarmi il link al vostro www passerò a curiosare sicuramente! 


Buone letture!

S.

martedì 22 marzo 2016

BOOKS BITES #8

Buongiorno a tutti! Come state? Oggi ho deciso di presentarvi l'incipit di un libro che ho letto grazie alla Italian Book Challenge e di cui mi sono innamorata. A farmi innamorare non è stata tanto la storia di per sé e neppure il mondo immaginato dall'autore, ma lo stile. Questo è un libro che mi ha colpito profondamente, non solo per quello che dice, ma per come lo dice. E' uno di quei libri da leggere e rileggere.

Siete curiosi di sapere di che libro io stia parlando? Beh, di Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Ed ora vi lascio all'incipit!

Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo. Egli camminava dentro una folata di lucciole. Voleva soprattutto, come nell'antico scherzo, spingere un'altea su un bastone dentro la fornace, mentre i libri, sbatacchiando le ali di piccione, morivano sulla veranda e nel giardinetto della casa, salivano in vortici sfavillanti e svolazzavano via portati da un vento fatto nero dall'incendio.

Queste sono le prime righe di questo libro e sono le righe che mi hanno fatto innamorare. Questo libro è davvero pieno di pezzi memorabili (e non escludo di tornare a proporvene qualcuno prima o poi, ritenetevi avvisati!).

Avete letto questo libro? Vi ispira? 
Buone letture!
S.

lunedì 21 marzo 2016

IL MIO TESSSSSSSSSORO #5

Dove la nostra eroina si fa un po' prendere la mano!

Buongiorno e buon inizio a tutti! Come state? Come procedono le vostre letture? Delle mie non mi posso lamentare ed oggi sono qua per presentarvi i nuovi arrivati nei miei scaffali. Come potrete immaginare dal sottotitolo questa volta ho un po' esagerato, ma tra i libri che mi servivano per la italian book challenge e tra che sono andata a farmi un week-end a Torino e come sono arrivata ho scoperto che c'erano gli sconti in libreria... mi dite voi come avrei potuto resistere???

Ok, la qualità delle foto è sempre quella che è, ma quel che conta è il pensiero, no? Questi primi tre li ho comprati il giorno della festa della donna (vi racconterò di più nel secondo post dedicato alle mie avventure con la ibc, non temete!). E vi giuro che la mia intenzione era quella di entrare in libreria solo per ordinare dei libri che mi servivano per delle categorie. Ma c'era uno sconto apposta per le donne, quindi ho deciso di approfittarne! E poi uno dei libri che volevo ordinare era proprio un epistolario di Keats, che però avevo già letto in parte, quindi immaginatevi la mia sorpresa quando, entrando in libreria, il primo libro che vedo è Lettere sulla poesia di Keats. Ditemi, potevo resistere? La risposta è un ovvio e scontato NO! Poi già che c'ero ho deciso di approfittarne e prendere anche La fabbrica degli animali di George Orwell e Zona di Mathias Enard, che ho preso su consiglio del PLI (se non sapete chi sia, vi rimando al mio post, alquanto delirante, al riguardo).


Poi c'è il bottino che ho preso a Torino. Non potevo resistere agli sconti e a tutti quei libri che mi facevano gli occhioni! Così ne ho approfittato e ho preso ben due libri di Calvino (in realtà nella foto ce n'è solo uno e io me ne sono accorta solo ora, ma non ho voglia di rifare tutto, portate pazienza!): Le città invisibili e Perché leggere classici. Calvino è un autore che apprezzo davvero molto e il primo lo volevo leggere da una vita, mentre per il secondo, come ho visto il titolo (e che era scontato ben del 25%) ho dovuto portarmelo a casa. Poi ho preso Io sono un gatto di Natsume Soseki. E' in wish list da parecchio e non ho saputo resistere. E, allo stesso modo, non ho saputo resistere a La lettera Scarlatta. Era un po' che lo puntavo ed è anche una delle letture che possono aiutarmi ad uscire di prigione nella bookopoly, così ho deciso di approfittarne! (anche perché dei titoli che possono farci uscire di prigione non ne avevo nemmeno uno! Ora spero solo di non essermela gufata!). Ho poi approfittato dell'occasione per prendere L'impeccabile di Keigo Higashino (questo autore mi ispira tantissimo e avrei voluto prendere tutti e due i libri che sono stati pubblicati in questa serie, ma ho trovato solo questa, quindi mi sono accontentata!). I cento colori del blu di Amy Harmon volevo prenderlo in lingua nel mio prossimo acquisto su amazon (ed ecco perché l'avevo già inserito nella mia "collezione primavera-estate") ma era lì solo soletto sullo scaffale. Ho fatto un'opera di bene e me lo sono portata a casa. E poi ultimo ma non per questo meno importante... Il pigiama del gatto di Ray Bradbury. Ho letto da poco Fahrenheit 451 e mi sono innamorata di questo autore, quindi ero curiosa di leggere qualcos'altro di suo. Quando ho trovato questo libro, con questo titolo e questa copertina ho saputo subito che doveva essere mio, senza se e senza ma!


Guardatela bene... come potevo resistere?????


E poi c'è l'ultimo gruppo. Quello dei libri che avevo ordinato per la ibc. Di loro vi racconterò meglio in quello che, almeno idealmente, sarà la terza puntata dedicata alla mia avventura con questa challenge. Ma nel frattempo ve li presento lo stesso! Effie Gray. Storia di uno scandalo di Suzanne Fagence Cooper. Dopo aver letto la trama non c'è stata storia. Doveva essere mio. Poi c'è Chiamata le levatrice di Jennifer Worth. Lui non era nella lista dei libri ordinati, ma era nella lista di quelli ancora da ordinare, poi però l'ho visto sullo scaffale e mi sono detta "perché aspettare?!". Abbiamo poi A spasso con Bob di James Bowen, Sulla fiaba di Italo Calvino (e sì, ho fatto scorta dei libri di questo autore!) e Cento Poesie d'amore a Ladyhawke di Michele Mari. Sia questo che il libro della Worth erano nella mia wish list, quindi sono veramente soddisfatta!

Ed infine un'ultima foto per mostrarvi il segnalibro carinissimo che mi è arrivato qualche giorno fa. L'ho vinto partecipando al give away organizzato da Tania, ispirato al suo libro Ti amo già da un po'. Ho anche vinto una copia ebook del libro (che vi ho presentato nella scorsa puntata di questa rubrica) e non vedo l'ora di leggerlo!

E poi c'è un ebook che mi è stato inviato dal suo autore:


Il signore dei sogni di Claudio Piras Moreno, di cui qualche tempo fa ho letto e recensito Macerie. Spero di riuscire a leggere presto anche questo.

Bene, direi che questo è tutto! Cosa ne pensate del mio nuovo tesoro? E quali sono i vostri nuovi arrivati?? Ditemi, che sono curiosa!
Buone letture!
S.

domenica 20 marzo 2016

RECENSIONE: FITZWILLIAM DARCY, ROCK STAR

Buongiorno a tutti! Come state? Oggi finalmente sono qua per parlarvi di un libro che ho letto il mese scorso e che non vedo l'ora di presentarvi:

TITOLO: Fitzwilliam Darcy Rock Star

AUTRICE: Heather Lynn Rigaud

TRAMA (tradotta velocemente da me): "Darcy è tanto figo quanto talentuoso..."

La musica aggressiva, il ritmo incalzante e la reputazione da "viveur" sia sul palco che fuori, hanno fatto del virtuoso chitarrista Fitzwilliam Darcy e della sua band i nuovi cattivi ragazzi della scena rock. Ma hanno perso la band che apriva i loro concerti e il loro tour estivo sta rischiando di finire in un disastro.  Ma ora Darcy e i suoi compagni, Charles Bingley e Richard Fitzwilliam stanno per incontrare pane per i loro denti...
E' qua che fa la sua entrata in scena Elizabeth Bennet, ragazza indipendente e membro di una band femminile, le Long Borne Suffering, con sua sorella Jane e la loro amica Charlotte Lucas. Hanno tutte talento da vendere e riescono a sostituire senza problemi la band per l'apertura dei concerti. Elizabeth è convinta di aver visto il peggio che il mondo della musica può offrire, ma più il tempo passa e più diventa chiaro a tutti che quella sarà un'estate da non dimenticare.

E se Orgoglio e Pregiudizio fosse ambientato ai giorni nostri? Ma non solo! E se i nostri personaggi fossero delle rock star? Non siete curiosi di vedere cosa ne uscirebbe fuori?!

Quando ho iniziato questo libro non avevo aspettative alte, sinceramente non sapevo bene cosa aspettarmi, ma il titolo mi ispirava troppo e non ho saputo resistere, quindi ho dovuto leggerlo! E posso assicurarvi che le cose non sono andate male, anzi! Però non è comunque un libro perfetto e dovete approcciarlo con determinate aspettative: se vi aspettate che sia un retelling all'altezza dell'originale rimarrete delusi. Ma la colpa non è tanto del libro quanto del fatto che la Austen è pur sempre la Austen, mentre la Rigaud non è alla sua altezza. Ma, sinceramente, non possiamo mica aspettarci che tutti siano all'altezza della Austen, no? Non sarebbe umano!
E idem, se vi aspettate qualcosa sulla falsa riga di Orgoglio, Pregiudizio e Zombie rimarrete delusi. Perché questo più che un retelling è un mash-up e intere parti del libro sono direttamente prese dall'opera della Austen. Fitzwilliam Darcy Rock Star invece è un retelling, quindi è uscito completamente, dall'inizio alla fine, dalla penna e dalla mente della Rigaud.

Però se non vi aspettate le vette di perfezione dell'originale è un romanzo che si lascia leggere e che regala qualche soddisfazione.
Mi è piaciuto davvero molto ritrovare i personaggi in questa veste moderna e decisamente meno "abbottonata". L'idea di fare di tutti loro delle rock star mi è piaciuta molto. E mi è piaciuta come la storia è stata sviluppata in chiave moderna. Darcy non mi è dispiaciuto per nulla, anche se qua lo vediamo trasformato nel classico personaggio-tipo dei romanzi moderni di questo genere (ha qualcosa del bello e dannato, del maschio alpha che ormai ci ritroviamo un po' dappertutto) e anche Elizabeth non è male (anche se non ha molto a che vedere con l'Elizabeth originale. Ogni tanto è un pochino troppo lagna per i miei gusti, ma niente di eccessivo).
La loro storia mi è piaciuta molto e mi è anche piaciuta la storia tra Charlotte e Richard. Non ho apprezzato molto quella tra Jane e Charles, perché a volte era veramente troppo dolce e zuccherosa (e le mille mila paturnie di Jane sono ancora più esasperanti immerse in tutta questa saccarina).
Però ritroviamo la stessa famiglia Bennet, sebbene abbia meno spazio che nel romanzo originale (ma è anche ovvio, perché nel libro della Austen gran parte della storia si svolge "in casa", mentre in questa rivisitazione i nostri eroi stanno facendo un tour) e non mancano nemmeno Georgiana, Caroline e George Wickham.

Ammetto anche di aver trovato il tutto un po' troppo lungo. Non mi sarebbe dispiaciuto che avesse qualche pagina in meno, perché alcune cose si trascinano un po' troppo. Però è stata una lettura che non mi è dispiaciuta affatto e che mi sento di consigliare, sempre a patto che teniate presente le mie raccomandazioni iniziali. Imitare la grandezza della Austen è un'impresa titanica, ma questo romanzo, se preso senza troppe pretese, è davvero un retelling originale con una parte romance carina e godibile. E poi anche questa versione di Darcy, seppure inferiore all'originale, secondo me merita un'opportunità.
In questo libro c'è tutto quello che mi potevo aspettare da un retelling e, una volta tanto, ne sono rimasta molto soddisfatta (è vero che non è perfetto, è vero che i personaggi non sono come gli originali, è vero che a tratti è davvero troppo dolce, è vero che è anche un po' troppo lungo, insomma è vero che non è perfetto, ma l'autrice riesce a fare qualcosa di molto originale ri-raccontandoci una storia che è rimasta nel cuore a molti di noi e non credo che da un retelling si possa chiedere molto di più!).

Voto: e mezzo

Allora cosa mi dite? Vi ispira o vi incuriosisce almeno un pochino? 
Buone letture!
S.

giovedì 17 marzo 2016

IBC16 #1 [CRONACHE DI UN POVERO LIBRAIO IGNARO - PARTE PRIMA!]

Buongiorno a tutti! Come state? Tanto per provare a fare qualcosa di diverso dal solito ho deciso di raccontarvi la mia esperienza come partecipante alla Italian Book Challenge non solo parlandovi dei libri che leggerò (voi che dite, riuscirò a tenere il passo con le recensioni? Io ne dubito!) ma anche raccontandovi dei miei viaggi in libreria e delle mie avventure col PLI (a.k.a. Povero Libraio Ignaro!).

Premetto che questi post non saranno in tempo reale, i miei dieci giorni di vacanza mi hanno fatto tardare notevolmente e poi ci sono le rubriche e devo pur riuscire a postare qualche recensione ogni tanto, no? Ma spero comunque che siano di vostro gradimento! E già che sono in vena di premesse, vi posso anche dire che saranno post parecchio sconclusionati, quindi ritenetevi avvisati.

Quando ho scoperto l'esistenza di questa challenge ero molto combattuta (ok, ok, chi voglio prendere in giro?! Ho avuto la mia solita reazione bipolare o, se preferite, alla Dottor Jekyll e Mr. Hyde: la notizia mi ha trasformato prima in un esserino saltellante con gli occhioni a cuoricino e poi nell'essere più cinico di questo mondo, poi di nuovo l'esserino saltellante e poi quello cinico, e via così):



(il dialogo che segue potete raffigurarvelo in alternativa come un dialogo tra Gioia e Tristezza di Inside Out, credo che vadano bene uguale! ;) ):

Me Saltellante: Una nuova challenge! Evviva, evviva, evviva!

Me Cinica: Un'altra challenge, davvero? Non ti sembra di esagerare?

MS: Ma sono tutte categorie più o meno fattibili! E poi è un ottimo modo per uscire dalla mia comfort zone!

MC: Sì, ma dalla comfort zone ci stai già uscendo abbastanza, ricordati della bookopoly!

MS: Ma è un'ottima scusa per comprare libri senza rimorsi di coscienza!

MC: Sì, ma spenderai davvero una cifra S-P-R-O-P-O-S-I-T-A-T-A!

MS: Beh, ma potrei dimostrare un po' di sostegno ad una libreria locale, una volta tanto!

MC: Certo, però regaleresti un sacco di soldi alle CE! [ormai avrete capito che il mio rapporto con le CE italiane non è proprio idilliaco!]

E via così, vi risparmio il monologo/dialogo completo, ma direi che avete afferrato il senso, no?



Riassumendo in maniera meno sconclusionata, c'è stata un'attenta valutazione dei pro e dei contro. Il contro peggiore? La spesa. Partecipare a questa sfida mi costerà un piccolo patrimonio! E poi c'è il fatto che dovrò uscire parecchio dalla mia comfort zone, che è una cosa che di solito prendo bene (anzi, sono sempre felice di provare qualcosa di nuovo o di diverso!) ma anche la bookopoly mi sta spingendo oltre la mia solita area di lettura, quindi non vorrei esagerare. E, ultimo ma non meno importante, devo ammettere che il fatto che contino solo libri italiani per me è demoralizzante.

Però è anche vero che quando si tratta di letture (e di sfide di lettura) la mia forza di volontà è praticamente inesistente, quindi come potevo dire di no ad una nuova challenge? E come potevo resistere all'opportunità di avere una valida scusa per comprare libri e fare frequenti capatine in libreria? Già, ero destinata a cedere nel giro di un niente!

Quindi mercoledì (il 2 marzo) mi sono finalmente decisa e sono partita! Primo obiettivo: farsi un'idea della libreria! Perché è vero che sono stata entusiasta di scoprire che una delle librerie aderenti si trova proprio nella mia città (non nella mia zona, proprio nella mia città!) ma la libreria poteva anche non piacermi (ok, sarebbe stata praticamente la prima volta, ma non si può mai dire, no?) o magari avrei potuto trovare antipatico il libraio. E con un libraio antipatico avrei dovuto capitolare e abbandonare la challenge in partenza, perché per diverse categorie ho bisogno dell'aiuto di un esperto... ok, posso anche cercare da sola, ma il bello di questa challenge è proprio quello di girovagare fra gli scaffali e scoprire anche qualcosa di nuovo, e il modo migliore per scoprire cose nuove in una libreria è chiedere al libraio! Quindi vedete bene che con un libraio antipatico se ne sarebbe andato tutto il divertimento!

E quindi eccomi lì, che approccio con gli occhi a cuoricino questa nuova libreria (nuova per me, la libreria è lì già da qualche mese almeno) anche se sono un po' titubante: impossibile trattenere gli occhioni a cuoricino mentre mi avvicino ad una libreria, ma e se e se e se?

Ma pian piano tutti i miei dubbi spariscono. Già, entrare in libreria mi fa questo effetto. E poi è una libreria davvero molto carina e penso che mi troverò bene nelle mie visite future. E' piccolina, ma non è un vero difetto, perché la rende più accogliente, più intima. Dopo i primi due passi mi sono già innamorata. Sono un'assidua frequentatrice di grandi catene di librerie, più che altro per praticità, ma le piccole librerie indipendenti sono tutta un'altra cosa. Vincono senza neanche doversi impegnare più di tanto. Unica pecca? Il reparto fantasy è abbastanza carente. Ma dato che praticamente ho a casa tutto quello che è stato tradotto in italiano e che potrei volere al momento, o quasi, non mi posso neanche lamentare più di tanto. Almeno per il momento.

Ho gironzolato per gli scaffali per un po', curiosa e in contemplazione (perché è la reazione più normale davanti a scaffali pieni zeppi di libri), poi, finalmente mi sono avvicinata a lui: il Povero Libraio Ignaro! 
Ora... perché proprio PLI vi chiederete voi? Povero perché sono stata la prima a capitare nella libreria per la sfida e quindi, essendo la prima volta, era un po' confuso (ma ben preparato, eh!). Più che altro diciamo che è caduto dalle nuvole (ma niente paura! La caduta è stata poco traumatica... o almeno, lo spero!). Libraio perché beh.. questa è facile, è un libraio! E ignaro perché gli sono capitata io. O meglio è capitato sotto le mie grinfie.

Perché provate a mettervi nei suoi panni: una bella mattina vi entra in negozio una ragazza che inizia a fare un milione di domande sulla sfida. La ragazza sembra innocua e ha l'aria un po' sognante (o forse uno scintillio sinistro negli occhi... credo che la mia espressione standard in libreria sia un mix tra gli occhioni sognanti e uno sguardo da maniaca, perché devono essere TUTTI MIEI!) e, una volta esaurite le domande di rito, vi chiede pure dei consigli. E qua inizia la tragedia!
Ora, voi sapete bene che per farmi inserire un libro in wish list o per farmelo leggere direttamente non ci vuole tanto. Inserisco libri in wish list come si mangiano patatine: uno dietro l'altro e senza preoccuparsi delle conseguenze. Ha una bella copertina? Messo in lista! Mi piace il titolo? Lo leggo! Ho letto cose interessanti su di lui? Prendiamo anche questo! Spesso non leggo manco la trama (e ogni tanto mi trovo a leggere cose che pensavo fossero di tutt'altro genere, ma pazienza... le sorprese mi piacciono! a volte...). Comunque... tutto questo è vero, ma è anche vero che lo faccio solo per determinati generi, per libri che so che potrebbero già piacermi e che so (o meglio spero) che non si riveleranno pesanti o lenti.
Ma provate a farmi leggere un classico! O un libro di un autore che ha vinto qualche premio letterario di quelli considerati "seri". Vi assicuro che da entusiasta accaparratrice di libri mi trasformo in una snob che storce il naso e si rifiuta anche solo di prendere in mano i libri in questione.

Il mio rapporto di amore-odio (ma soprattutto odio) con i classici è iniziato alle superiori. Ho sempre amato leggere, ma per mia scelta. Impormi di leggere un libro scelto da altri senza poter dire la mia aveva come unico risultato il mio totale rifiuto di leggere il libro in questione. Fortunatamente è capitato poche volte, spesso e volentieri ho sempre potuto scegliere le mie lettura, per la gioia e la serenità mentale di tutti quanti, ma, sfortunatamente, la maggior parte dei professori che ho avuto alle superiori non avevano un briciolo di passione per la materia che stavano insegnando e l'unica cosa che sono riusciti a trasmettermi è stata una grandissima noia. Quindi per me classico = noia.
E' una cosa radicata profondamente in me. So che è sbagliata e lo so anche e soprattutto perché da allora di classici ne ho letti e posso assicurarvi che non si è rivelata un'esperienza così traumatica come temevo, anzi! Molti mi sono proprio piaciuti! Però è come se ormai fosse una cosa inconscia, io con i classici devo prendermi i miei tempi. Prima o poi mi viene l'estro e un determinato classico mi sembra d'improvviso interessante. Ci giro intorno per un po' e poi lo compro. Altri giri mentre ci studiamo reciprocamente per un bel po' e poi, finalmente lo leggo (e, spesso e volentieri, mi stupisco pure perché non è brutto come temevo, ma guarda un po'!). E il passo tra classici e vincitori di Nobel (e dal Nobel ai premi letterari vari) per me è breve (non so quanto sensato sia, ma per me è del tutto logico).

Dopo questa piccola parentesi per spiegarvi una delle mie mille idiosincrasie torno al PLI. Dunque, dopo una breve analisi delle categorie ecco che con il mio sorriso angelico gli chiedo consiglio per la prima categoria: libro vincitore di un premio nazionale. Lo so, qua ho dato prova del mio incredibile sadismo. Che di solito non si vede e sta ben nascosto, ma c'è ed è pure in buona salute. Voglio dire. Questo povero libraio non mi conosce, non mi ha mai visto prima, non sa cosa possa piacermi o meno e tra tutte le categorie che ci sono (insomma, ci sono 50 categorie, direi che di scelta ce n'era, no?) io gli vado a chiedere quella che ha la più alta probabilità di farlo impazzire.
Però si è guadagnato un sacco di punti quando come primo premio ha nominato Il Campiello. Se avesse detto lo Strega probabilmente l'avrei piantato lì senza aggiungere altro (verso il premio Strega ho un'antipatia incredibile, ma non saprei nemmeno dirvi io il perché. Il fatto che sia finito nel mirino per corruzione e simili non aiuta e il fatto che i libri che vincono di solito non mi piacciono, e intendo proprio dire che non gli darei due lire, aggiunge il carico, è vero, ma comunque la mia antipatia rimane, in gran parte, immotivata).
Comunque... abbiamo consultato assieme gli elenchi dei due premi sopra menzionati (Lui: Questo è veramente bellino Io: Letto, Lui: Questo non è male Io: No, no. Quest'autrice assolutamente no!, Lui: Questo lo sconsiglierei... non è pessimo ma... Io: Approvo! e via così). In realtà siamo stati dieci minuti buoni ad esaminare titoli e autori (lui è stato molto gentile e molto carino, fornendo un sacco di consigli, mentre io ho principalmente storto il naso e mi sono mostrata titubante). Risultato di tutta questa fatica? Io ho raccolto alcuni titoli che sembravano interessanti, ma poi ho messo in stand-by la categoria. 
Al momento non ho ancora scelto in maniera definitiva, ma ho trovato il libro che penso sia perfetto per questa categoria, anche se non è uno di quelli consigliati da lui.
Però il Povero Libraio Ignaro mi ha fornito un sacco di consigli, non si è scomposto davanti a questa lettrice estremamente rompiscatole e ha passato il mio esame a pieni voti. (Se vi state chiedendo di quale esame stia parlando... beh, mica credevate che mi sarei fidata ciecamente dei consigli del primo venuto, no? Il fatto che sia un libraio è irrilevante. Devo verificare in prima persona che sia compatibile con me! Mica si possono accettare consigli su consigli da uno di cui non ci si fida, no? Soprattutto se si parla di letture!).


Comunque, superata tutta la diffidenza iniziale e con la mia bellissima schedina in mano (è ancora provvisoria, perché non è a colori, ma presto avrò quella uffiale ufficialosa, a colori!) ho girovagato prendendomi tutto il tempo del mondo, fino a quando non ho raccolto due libri che potevano fare al caso mio: La fabbrica delle meraviglie di Sharon Cameron per la categoria "un libro per young adults" e Il delitto del Conte Neville di Amélie Nothomb per la categoria "un libro con meno di 150 pagine". Penso che sia la prima volta in vita mia che sono contenta per la "lunghezza" di un libro della Nothomb. Comunque appoggiato lì, sul bancone con le altre novità c'era l'ultimo libro di questa autrice, per cui ho un debole, anche se i suoi libri tendono ad essere un pochino ripetitivi, quindi non ho proprio saputo resistere!

E poi ho deciso di tornare a tormentare il PLI per farmi aiutare nella scelta di un libro di racconti. Ormai saprete bene che ho dei problemi con questo genere (a meno che non siano racconti horror). Ammetto di aver seriamente accarezzato l'idea di portarmi a casa un'altra raccolta di racconti di Lovecraft, ma non avevano nulla in casa e quindi ho deciso di provare a fidarmi e farmi consigliare dal nostro. Il suo consiglio alla fine è caduto su Troppa Felicità di Alice Munro. Autrice a me sconosciuta che ha vinto un premio Nobel (vi ricordate cosa ho scritto prima sui premi, vero?). Ammetto di aver esitato un attimo, ma ho deciso di buttarmi e accettare il suo consiglio (mi pareva il minimo a questo punto, no?!). Vi confiderò una cosa: ho fatto benissimo! Il libro mi è piaciuto e penso che prima o poi leggerò qualcos'altro di questa autrice (il PLI mi ha anche confidato che ha uno stile unico ma è ripetitivo, nel senso che i suoi libri sembrano un po' tutti uguali, ma sono perfetti se ne si legge magari uno all'anno o giù di lì).
E dopo aver preso questo libro fra le mani ho deciso di buttarmi in un altro atto di coraggio: gli ho chiesto aiuto per scegliere un libro di fantascienza (che è un genere che di solito evito come la peste!) e mentre stavamo valutando dei volumi di Asimov lo sguardo mi è caduto su Fahrenheit 451 e non ho saputo resistere. Dopo aver ricevuto la conferma che il libro poteva contare per questa categoria l'ho preso fra le mie manine e non l'ho più lasciata andare.

Ammetto che avrei continuato ancora per un po' a girellare tra gli scaffali stressando il PLI, che nel frattempo mi ha consigliato un sacco di altri titoli che prima o poi approfondirò, ma il mio portafoglio iniziava a tremare per il terrore e la mia coscienza iniziava a farsi sentire, quindi ho resistito alla tentazione e ho terminato i miei acquisti.

Sono uscita dalla libreria decisamente soddisfatta: avevo con me la mia scheda, che attestava ufficialmente la mia partecipazione ad una nuova sfida di lettura (evviva!); avevo trovato una libreria molto carina; avevo fatto la conoscenza del PLI, conoscenza che promette bene e, soprattutto, avevo con me una bella borsina piena di libri nuovi! Cosa potevo chiedere di meglio?!




Direi che questo è tutto, gente! Almeno per ora. Se siete arrivati fino a qua grazie di cuore! 
So che non è esattamente uno dei miei soliti post (sconclusionaggine a parte!) ma spero che via abbia fatto piacere lo stesso leggere le mie avventure (o almeno spero di non avervi annoiato a morte!).
Avete letto qualcuno dei libri che ho nominato? O vi ispirano?
Buone letture!
S.


mercoledì 16 marzo 2016

WWW...WEDNESDAY#8

Buongiorno a tutti! Come state? Io benissimo! O meglio... sono un po' acciaccata. Non so se è l'influenza che incombe o se è la cervicale che mi sta urlando contro, o tutte e due in una combo micidiale, ma sono dettagli! Però qua nevica e non devo andare a lavorare! Appena alzata (e intendo proprio appena alzata. Mi ero giusto tirata su a sedere, non mi ero neanche alzata in piedi) mi ha telefonato il mio datore di lavoro per dirmi che oggi pomeriggio, causa neve, saremo chiusi. Quindi posso godermi la neve senza farmi venire attacchi di panico perché devo guidarci sotto! Evviva!!! *_* E come procedono le vostre letture? Io non posso certo lamentarmi delle mie, quindi passo subito alla rubrica!

La rubrica WWW... Wednesday è ideata dal blog Should be reading.

1)What are you currently reading?
2)What did you recently finish reading?
3)What do you think you'll read next?

What are you currently reading?



La fabbrica delle meraviglie di Sharon Cameron, che sto leggendo per la ibc16. Ammetto che è lentino come libro, ma mi sta piacendo parecchio e sto cercando di leggerlo con calma. E poi Io prima di te di Jojo Moyes. A quanto pare la bookopoly è riuscita a farmi fare l'impensabile ed eccomi qua alle prese con il mio primo libro della Moyes. Non me ne vogliate, ma questa autrice non mi ha mai ispirato particolarmente. Però devo ammettere che il libro mi sta piacendo. Ieri sera volevo andare a dormire presto perché non stavo troppo bene, ma quando sono riuscita a posare il libro era l'1! 

 What did you recently finish reading?





Chupa Chups! di Daniele Pollero, di cui vi ho già parlato (strano, ma vero!), da cui mi aspettavo qualcosina di più. Solstice. L'incantesimo d'Inverno di C.E.A. Bennet, che mi è piaciuto parecchio e di cui scriverò a breve una recensione. E It's all your fault di Paul Rudnick, che ho finito giusto ieri sera. E' stata una lettura molto divertente, senza troppe pretese ma che è riuscita a coinvolgermi. Spero di parlarvi presto anche di lui!



E poi ci sono ancora loro due: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, letto per la ibc16. Perché non l'ho letto prima?? Mi sono innamorata di questo autore! E ConAcademy di Joe Schreiber, che mi ha deluso perché mi aspettavo qualcosina di più.

What do you think you'll read next?



Sinceramente non so ancora cosa leggerà dopo. So però che il prossimo libro che leggerò per la ibc sarà La fattoria degli animali di George Orwell.

E voi cosa state leggendo? Cosa leggerete dopo? E cosa avete appena finito di leggere? Fatemi sapere! E se volete lasciarmi il link al vostro www passerò a curiosare sicuramente! 


Buone letture!

S.

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