lunedì 14 marzo 2016

RECENSIONE: CHUPA CHUPS!

Buongiorno a tutti! Come state? Come procedono le vostre letture? Io sono appena tornata dalla mia vacanza (e intendo proprio "appena tornata": sono entrata in casa mezz'ora fa dopo una levataccia assurda e aver visto l'alba in treno!) e le mie alternative non erano molte: o mi facevo prendere dalla disperazione o mi trovavo qualcosa da fare. 
E poi mi è mancato tantissimo il blog e non vedo l'ora di fare un giro nei vostri angolini, per recuperare tutto quello che mi sono persa!

Ma ora la smetto di divagare, e vengo al punto. Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho letto per la bookopoly reading challenge. Sono finita sulla casella autori emergenti e, questa volta, la mia scelta è ricaduta su Chupa Chups! (e altri racconti impegnati) di Daniele Pollero, che l'autore ha gentilmente messo a disposizione dei partecipanti.

TITOLO: Chupa Chups! (E altri racconti impegnati).

AUTORE: Daniele Pollero

TRAMA: A grande richiesta della bocciofila di Molazzana (LU), la raccolta di racconti che ha spopolato nei concorsi letterari, tanto che hanno addirittura deciso di aprire il file prima di cestinarlo. Chupa Chups! si propone di accompagnare il lettore sull’ottovolante della quotidianità giovanile, fra beghe universitarie, relazioni sentimentali, umorismo nero, pornosplatter e social network, con piglio trash e scarso fair play. Insomma, le probabilità che faccia cagare sono alte. Ma perché non verificarlo di persona? Da uno degli autori di Spinoza.it.

Inizio dicendo che mi aspettavo qualcosina di più da questo libro. Non è stata una brutta lettura e alcuni racconti sono davvero simpatici. Le idee dell'autore sono molto interessanti e mi è piaciuto tantissimo il fatto che l'autore ci dicesse qualcosa sui suoi racconti. E' una cosa che mi piacerebbe trovare in tutte le raccolte. In fondo non sarebbe bello sapere cosa pensa l'autore dei suoi racconti? Magari conoscere cosa l'ha ispirato o semplicemente qualcosa di più sui suoi lavori? 

Le idee di questi racconti sono buone e l'autore non si prende troppo sul serio, ed è una cosa che ho davvero apprezzato. Alcuni racconti sono tristemente veri, come quello che descrive l'incubo perenne di ogni studente universitario: la gita in segreteria (è una delle cose che non dimenticherò mai dell'università e ogni tanto mi vengono ancora gli incubi. E no, non sto scherzando, purtroppo!), o quello che ci racconta la vita con Trenitalia.
Altri invece sono la fiera dell'assurdo, mentre altri ancora parlano delle relazioni uomo-donna. In questi l'autore recupera i soliti luoghi comuni, esasperandoli al massimo. Sono comunque racconti simpatici, che mi hanno strappato qualche sorriso.
Il racconto che mi è piaciuto di più in assoluto è stato Anna Karenina non deve morire. Ho apprezzato tantissimo l'idea e penso che sarebbe davvero interessante vederla sviluppata in un romanzo.
Altra cosa che ho apprezzato tantissimo è stata l'introduzione che, secondo me, vale più di molti racconti.
Inoltre, proprio nell'Introduzione, ho trovato una citazione che mi è piaciuta tantissimo:

La vita è la morte celebrale delle facili etichette.

Ogni racconto è pieno di rimandi a fatti di attualità, a libri e ad elementi della cultura popolare (la serie di programmi alla real time si può definire "cultura popolare"?) che aggiungono un qualcosina in più alla lettura. La maggior parte dei racconti è riuscita a prendersi un voto positivo, ma non sono comunque soddisfatta completamente da questa lettura. Speravo in qualcosina di più.
Insomma... le capacità ci sono, peccato che non si applichi.

Voto:

E voi cosa mi dite? Conoscevate questo libro? O vi ispira?
Buone letture!
S.


14 commenti:

  1. Bentornata!! Mi è mancato leggere il tuo blog!! Comunque bella recensione!!;)

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  2. Bentornataaaaaa!!! <3
    Ti dirò, sarò sincera: sembra un libro carinissimo, ma al momento... non è il mio genere, temo! Un giorno, forse! ;D

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    1. Grazie mille!!! ^_^
      Carino è carino ma, sinceramente, non credo che tu ti perda granché :)

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  3. Bentornata! Anche a me piace che nelle raccolte di racconti l'autore ci racconti qualcosa di più, anche nelle raccolte di Gaiman è sempre una sezione interessante.

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    1. Grazie! :)
      Penso che aggiunga un qualcosa in più e sono sempre contenta quando trovo questa parte nelle raccolte di racconti :)

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  4. Quella frase colpisce senza fare rumore!!!! Molto bella!

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  5. Ciao carissima, bentornata! Non mi ispira moltissimo questo libro, magari in futuro mi verrà voglia di leggerlo =)

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    1. Grazie mille! :)
      Il libro è carino, ma ce ne sono di migliori :)

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  6. I racconti non mi piacciono, c'è poco da fare xD anche se questa raccolta sembra carina, non credo la leggerò :\

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    1. Anche a me non fanno impazzire (anche se ho scoperto che i racconti horror invece mi piacciono molto) e questa raccolta è carina, sì, ma non credo che tu ti perda niente, ad essere sincera :)

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  7. Penso che la cosa bella o brutta dei racconti (dipende dai punti di vista) è proprio il fato che non tutti i racconti piacciono e anche questo è il caso. Ammetto di aver visto questo libro in giro ma non l'ho preso in considerazione perchè mi ispirava poco. Dopo la tua bella recensione sono ancora più convinta della mia idea.

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    1. Sì, in una raccolta non è detto che possano piacere tutti i racconti... diciamo che la parte bella è che non sai mai cosa ti capiterà, è un po' come avere una scatola di cioccolatini da cui scegliere :) Il punto è che solitamente è proprio il genere che mi dice poco, nel senso che, con eccezioni, la maggior parte dei racconti che ho letto non sono riusciti a soddisfarmi...
      E sul libro di per sé non credo che tu ti perda niente :) certo, è carino, per carità, ma poteva essere meglio :)

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