lunedì 4 novembre 2013

RECENSIONE: GROTESQUE

Ed eccomi di nuovo qua con una nuova recensione. Questa volta c'è un brusco cambiamento di genere perchè è il turno di... rullo di tamburi...

TITOLO: Grotesque
AUTRICE: Natsuo Kirino
TRADUTTORE: Gianluca Coci
PAGINE: 846
EDITORE: BEAT
PREZZO: 10,50 euro

SULL'AUTRICE: Natsuo Kirino è nata nel 1951 a Kanazawa, un'antica città del Giappone centrale. Autrice di Le quattro casalinghe di Tokyo, Grotesque, Real World, L'isola dei naufraghi, Una storia crudele è tra le maggiori scrittrici giapponesi contemporanee.



TRAMA: Due prostitute di Tokyo, Yuriko e Kazue - la prima, figlia di madre giapponese e di padre svizzero, dotata di una bellezza quasi sovrannaturale, la seconda, invece, forte di una caparbia determinazione - sono assassinate in modo feroce, e la loro morte lascia una serie di domande senza risposta. Chi erano queste due brave ragazze che si sono trasformate in donne "grottesche", mostri di perversione ed eccessi, di irriducibile quanto tragica volontà di indipendenza? Quali eventi hanno condotto la loro vita verso un esito così tremendo, dove si annida l'enigma di una perdizione che nulla sembra poter arrestare? Al loro tragico destino si unisco quello di un contadino cinese immigrato  in Giappone, cresciuto con la famiglia in condizioni di estrema povertà, che viene accusato degli omicidi. Ammetterà di aver commesso il primo, di aver ucciso la bellissima Yuriko, ma non è stato l'artefice del secondo, seppure le due violenze siano così simili, e le coincidenze così schiaccianti.

Dicono di lui: "Un romanzo ambizioso e di ampio respiro, un libro dalla voce rabbiosa... un atto di accusa nei confronti di una società". Tommaso Pincio il manifesto.
"Un ipnotico e impietoso affresco naturalista al femminile, quasi novecento pagine governate con mano ferma da Natsuo Kirino". Tiziano Giannotti, D - la Repubblica.
"La scrittrice di Tokyo, famosissima in patria, è una delle contestatrici più formidabili delle istituzioni sacre alla società nipponica". Lara Crinò, il Venerdì di Repubblica.
"Un romanzo che si pone a metà tra i classici russi e Il ritratto di Dorian Gray: decadentismo ed estetismo viaggiano a braccetto". Carlotta Vissani, Il Mucchio.

Ed ora tocca a me! Questo libro era da tantissimo nella mia wish list, e appena ho potuto metterci le mani sopra non ho resistito e ho dovuto portarmelo a casa. Da lì all'iniziare a leggerlo il passo è stato brevissimo. Non avevo mai letto nulla di questa autrice, ma è stata una scoperta davvero piacevole.

Una piccola parentesi. Complimenti al signor Coci, il traduttore. Di giapponese non ci capisco una beata mazza quindi non posso giudicare più di tanto la traduzione, ma è molto scorrevole, fluida (anche se per alcuni non è un bene per me lo è) e ha fornito un utile glossario alla fine, lasciando i nomi dei realia in giapponese, e questa è una cosa veramente gradita. Ma la cosa che più mi è piaciuta di questa traduzione è l'uso del termine "umbratile". Era una vita che non la leggevo più e mi ha fatto davvero un piacere immenso ritrovarla tra le pagine di questo libro. 

Ma torniamo al libro. Le pagine scorrono, veloci, mentre le voci narranti si susseguono, e con il loro alternarsi si costruiscono più versioni della realtà, più versioni dei fatti, a ricordarci che tutto, in fondo, è soggettivo.
Personaggi umani, forse troppo, che raccontano la loro storia e che rivivono tra le pagine dei diari, nelle confessioni di un assassino e nei ricordi di chi ha vissuto con loro. Protagonisti così reali eppure così distanti da noi che potrebbero tranquillamente essere il nostro vicino di casa o un alieno venuto da un altro pianeta.
Ad ogni cambio di narratore la storia si complica, il mistero si infittisce e riuscire a capire cosa sia veramente successo e perchè diventa sempre più difficile. E man mano che il racconto prosegue e riusciamo a mettere a posto qualche tassello del puzzle è il nostro stesso sguardo a cambiare: chi prima ci sembrava innocente ora non ci sembra più così lontano da ogni colpa, e a chi prima andava la nostra antipatia ora si inizia a riservare compassione se non addirittura simpatia.
Un caleidoscopio di voci, fatti e ricordi che si compone e si scompone davanti ai nostri occhi, che scorrono le pagine in cerca di risposte e di un colpevole che nemmeno il colpo di scena finale riesce a portare in superficie. Nulla è certo e la verità cambia al suono di ogni voce.
Un libro che fa riflettere e che ci ricorda senza mezzi termini i limiti del nostro essere umani.

Voto:.

P.S. Il libro mi è piaciuto ed è stata una scoperta piacevole, ma il finale mi ha davvero fatto esclamare "Ma dai! Non è possibile! Non ci credo!" ma ci ho dovuto credere, e, pensandoci bene, era l'unico finale possibile. Degno fino in fondo dello spaccato di umanità presentatoci dall'autrice.

Qualcuno di voi l'ha letto? Se sì, vi è piaciuto? E cosa ne pensate del finale? Mi farebbe piacere sapere la vostra opinione.

Oppure avete letto qualcos'altro di questa scrittrice?

Buone letture! :)
S.




4 commenti:

  1. WOW, sembra un libro davvero interessante e "grottesco"... la copertina poi, è molto d'effetto. Mi hai incuriosita con la recensione, soprattutto sul colpo di scena finale.
    Mi sa che entrerà nella WL:)

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    1. è interessante e molto particolare, ma è una bella lettura... :) Se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi!!! ^_^

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  2. Bella recensione, complimenti!!!Ho il libro da un sacco di tempo ma devo ancora leggerlo...(uno dei tanti accumuli -.-')...della Kirino ne ho sentito parlare benissimo...ho altri due o tre suoi ebook ma non ho letto neanche quelli ancora...!

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    1. Grazie mille! *__* Mi avevano regalato l'ebook e l'ho tenuto lì senza leggerlo per tantissimo (ho un problema con gli ebook troppo lunghi... se un libro è spesso mi piace ma se un ebook è lunghissimo la cosa mi crea dei problemi, lo so che non ha senso, ma è così) poi un giorno l'ho visto in libreria e me lo sono portata a casa. L'ho letto quasi subito e l'ho adorato :)
      Non conoscevo questa autrice, ma ora sono davvero curiosa di leggere qualcos'altro di suo! :)

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