martedì 19 aprile 2016

BOOKISH WORLD #5

Buongiorno a tutti! Come state? Oggi ho deciso di riesumare questa rubrica perché il mese scorso ho letto due libri, diversissimi tra loro, che però avevano qualcosa in comune... la cucina vegana. Così, al posto di scrivere due minirecensioni (perché non che abbia tantissimo da dire su di loro) ho deciso di parlarvene qua. Premetto che cercherò di evitare un dibattito sui pro e contro del veganismo (mi pare che si dica così).

Dunque, come vi ho anticipato l'idea per questo post mi è venuta dalla lettura di due libri, uno letto per la bookopoly e l'altro letto perché ce l'avevo in wish list da un po':

 TITOLO: The Accidental Alchemist


AUTORE: Gigi Pandian



TRAMA (velocemente tradotta da me): Un racconto moderno di antichi intrighi da un autore di bestseller.



Quando Zoe Faust, erborista, alchimista e recentemente trasferita a Portland, Oregon, inizia a disfare i bagagli non può fare a meno di notare qualcosa di strano fra la sua roba: un gargoyle vivente, che respira, si muove e parla. Dorian Robert-Houdini non è un semplice automa e non è nemmeno un homunculus, e ha bisogno dell'aiuto di Zoe per decifrare un antico testo che spiega esattamente cos'è Dorian. Ma Zoe sta cercando di lasciarsi alle spalle la sua vita da alchimista e non è così sicura di riuscire ad aiutarlo. Ma dopo che una vittima di omicidio viene scoperta nel portico della sua nuova casa, Zoe realizza che è invischiata in qualcosa di più complicato e di antico, che non può essere ignorato.

Ricette incluse!

TITOLO: Ho sposato una vegana

AUTORE: Fausto Brizzi

TRAMA: Sposare una vegana può avere conseguenze imprevedibili. Puoi ritrovarti a brucare l'erba da un vaso sul terrazzo - perché nella casa di un vegano che si rispetti ogni pianta o fiore è commestibile - e sentirti in colpa per il dolore provocato a tutte le telline mangiate nella tua "crudele vita precedente". Seguire questa dieta, scopri inoltre, comporta un grande dispendio di energie e - chissà perché? - di denaro. Roba da diventare nervosi per davvero, ancor più quando, dopo mesi di torture, con sorpresa e quasi fastidio, sei costretto ad ammettere che i tuoi esami medici sono, per la prima volta, perfetti.



Come potete ben vedere sono due libri diversissimi tra loro, ma hanno qualcosa in comune. Zoe, la protagonista del primo libro è vegana, mentre Brizzi, scrittore e protagonista del secondo libro, è diventato vegano per amore.
Entrambi i libri sono due letture carine, simpatiche (soprattutto la seconda), consigliate se siete in cerca di qualcosa di leggero, ma non sono dei capolavori. A parte questo rappresentano il do and don't per far avvicinare la gente alla cucina vegana.

Ho già detto che cercherò di esimermi dal fare polemica e cercherò di mantenere le cose al minimo, ma giusto per essere chiari (e onesti) io non sono vegana. Credo che a livello di scelta personale sia, appunto, una scelta personale, quindi io non lo sono ma gli altri possono fare quello che vogliono. Non incolperò mai nessuno solo perché è vegano. E' una scelta come un'altra e la rispetto in quanto tale. Sono meno convinta della santità del veganismo, invece. Nel senso che non credo che sia una scelta completamente sostenibile (intendo da parte del mondo intero, non a livello personale) e sono decisamente contraria a chi fa proselitismo. Cercare di convincere qualcuno che la tua scelta è buona e valida e fa bene mi pare una cosa legittima, ma è ben diverso dal fare proselitismo. Detto questo spero di non scatenare una polemica.

Ed ora torno ai libri. Il primo libro rappresenta il do. Volete fare avvicinare le persone alla filosofia vegana? Fate come Pandian! (che poi, vale per qualsiasi cosa, non solo per il veganismo, se vogliamo essere pignoli).
Il nostro autore ci presenta una protagonista vegana, che per scelta ha deciso di abbracciare questa filosofia (l'idea di fondo è che, essendo un'alchimista, Zoe è immortale, quindi cerca di mantenere il meglio possibile il suo corpo e ha scelto questa filosofia). Tra capo e collo le capita un Gargoyle che, visto che ha deciso che vivrà con lei fino a quando non avranno risolto il suo mistero, si assume il compito di cucinare. Ed è pure un signor cuoco! Lui non è vegano e il bacon non gli dispiace per nulla ma si adegua ai desideri della padrona di casa e ogni giorno le propone dei nuovi manicaretti che al solo leggere di loro ti viene l'acquolina in bocca. E non sto scherzando! Ho avuto una fame allucinante mentre leggevo questo libro! 
Il modo in cui descrive questi piatti è qualcosa di subdolo e infido perché riesci veramente ad immaginarteli e sembrano assolutamente deliziosi! (E a fine libro, perché Pandian è davvero subdolo, ci sono pure le ricette!).
Insomma, facendovi venire l'acquolina in bocca riesce ad incuriosire ed interessare senza essere invadente. E' stata una cosa che ho apprezzato (oltre al fatto che la storia è carina e coinvolgente. Non è il libro migliore che abbia mai letto, non si avvicina nemmeno lontanamente ai primi 50, ma è una lettura carina che va benissimo per staccare un po'... ma se volete un consiglio, non fate come me! Se volete leggerlo assicuratevi di non avere in frigo un vassoio pieno di tiramisù perché potrebbe essere la vostra fine!!!!).

Il secondo libro invece rappresenta il don't. In questo libro autobiografico e molto divertente (fa ridere, anche se in maniera tragicomica, questo bisogna riconoscerglielo) scopriamo come il nostro autore/protagonista sia diventato vegano (anche se non a tempo pieno): si innamora. E non solo si innamora di una ragazza bellissima, ma questa musa ispiratrice è anche una paladina convinta ed estrema della filosofia vegana.
Leggere del suo corteggiamento e di quello che deve "soffrire" per conquistare la sua bella è divertente e se siete in vena di qualcosa che vi faccia ridere questo libro può fare al caso vostro. 
Il suo sottotitolo perfetto sarebbe "Cosa non si fa per amore?!" (e deve essere davvero innamorato il nostro protagonista/autore).
In ogni caso qui vediamo proprio l'estremo della filosofia vegana, con lei nelle vesti di un bellissimo dittatore. Tiranna assoluta che impone sul povero malcapitato le sue scelte (che poi, povero malcapitato mica tanto, visto che se l'è scelta, ma comunque). In ogni caso, in maniera divertente e funzionale alla narrazione, vediamo questa tiranna imporre il suo stile di vita sugli altri. E fra le righe si intravede (e ogni tanto lo si legge chiaramente) un tentativo di fare proseliti, e questa è stata la cosa che più mi ha fatto storcere il naso durante la lettura di questo libro. 
Tra i due libri, questo è quello che ho letto per primo, e vi assicuro che, a fine lettura, non avevo il minimo interesse ad avvicinarmi alla filosofia vegana, anzi ero spinta nella direzione opposta. Mentre, dopo aver letto quello di Pandian, ero decisamente più curiosa. Le ricette sembravano anche decisamente più commestibili di quelle presentateci da Brizzi e può anche essere che, prima o poi, ne proverò qualcuna. 

Torno a ripetere che lo scopo di questo post non è quello di iniziare una polemica/dibattito sulla filosofia vegana. Ho semplicemente trovato due libri che, pur diversissimi tra loro, avevano un argomento in comune e, al posto di scrivervi due recensioni brevissime su di loro, ho deciso di metterli a confronto. Ovviamente il confronto è basata sulla mia personale ricezione e sul mio gusto.

E questo è tutto, almeno per oggi! Vi ispirano questi libri? Li avete letti?
Buone letture!
S.

8 commenti:

  1. ciao!! Quanto tempo! io non sono vegana, però il tuo post è stato davvero molto interessante. Purtroppo questo ultimamente è diventato un argomento molto discusso e criticato e mi da un po' di fastidio che la gente sua aria alla bocca o che ridicolizzi questa scelta come ho sentito dire nel secondo libro
    un abbraccio e a presto!!

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    1. Ciao! :) Effettivamente è un argomento di cui si sente parlare moltissimo in questo periodo, anche se preferirei che ci fosse meno dibattito (e soprattutto, meno accanimento) da entrambe le parti!
      Buona giornata! :)

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  2. Io non riuscirei mai a essere vegana... vivo di carne e patate xD ahahahahahahahah

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    1. Io ammetto di non essere una grande amante della carne (ne mangio veramente poca...) ma senza salumi non resisterei!!!!!!!! :P
      E poi tutto il resto a cui si dovrebbe rinunciare... non ci riuscirei mai! ;)

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  3. Ciao! devo assolutamente leggere il libro sui vegani!! Mi fa morire dal ridere solo l'idea!

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    1. E' veramente divertente come libro :)

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  4. Argomento bollente il veganesimo, basta un attimo e si accende la miccia per una polemica che non finisce più! Tu invece hai trattato l'argomento con i giusti riguardi e distacchi, inoltre trovo l'idea di questa rubrica molto carina! Detto questo il libro di Brizzi mi ispira più dell'altro! :)

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    1. Sì, effettivamente è un argomento "rischioso" :)
      Grazie *_* E il libro di Brizzi è una lettura molto scorrevole e simpatica :)

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